Durante la Giornata della buona azione organizzata da Coop, a maggio in un solo giorno nei negozi della Svizzera italiana sono stati raccolti ben 28.000 franchi. Questi soldi sono andati a Soccorso d’inverno Ticino, che aiuta le persone in difficolta «qui e ora».
Quasi un milione di franchi. È la somma degli aiuti elargiti nel 2024 da Soccorso d’inverno Ticino. Una cifra impressionante – per esattezza 930.971 franchi – distribuita solo nella nostra regione, segno tangibile di quanto la povertà sia una realtà concreta anche nel nostro cantone. Per molti, povertà fa pensare a chi vive per strada. Da noi però assume un volto diverso, più nascosto ma non meno doloroso. «Essere poveri in Svizzera significa dover contare ogni centesimo» sintetizza Paola Eicher, direttrice di Soccorso d’inverno Ticino.
In questo quadro si colloca l’impegno di Coop, che ha scelto di sostenere in modo concreto l’associazione e di destinarle la raccolta fondi della Giornata della buona azione. Per il Capo Vendita Coop di Ticino e Moesano, Dario a Marca, l’iniziativa del 24 maggio, che ha permesso di raccogliere 28 mila franchi, rappresenta un vero successo: merito del personale di vendita, capace di spiegare con chiarezza la missione di Soccorso d’inverno, e della clientela, «sempre sensibile ad attività solidali di questo tipo». A Marca aggiunge: «gli obiettivi di Coop sono la vicinanza al territorio e la sostenibilità. Con iniziative come questa dimostriamo la coerenza con i nostri valori».
Situazioni complesse
Negli ultimi anni, infatti, le richieste di sostegno sono rimaste elevate. Non solo: le situazioni sono sempre più complesse, richiedendo spesso interventi su più fronti. Il contesto economico rende la sfida ancora più dura. Secondo l’Ufficio federale di statistica, dal 1996 al 2021 il premio medio dell’assicurazione malattia è aumentato del 146%, passando da 1.539 a 3.788 franchi l’anno mentre lo sgravio dovuto alla riduzione dei premi non tiene affatto il passo. «E dal nostro osservatorio emerge con chiarezza: i costi per la salute e per l’alloggio sono oggi il peso maggiore per chi è già in difficoltà».


Aiuti rapidi
Le statistiche confermano il quadro: secondo l’Ufficio federale di statistica, nel 2018 una persona su 5 non era in grado di far fronte, nello spazio di un mese, a una spesa imprevista di 2.500 franchi. «Molte persone ci scrivono disperate: il frigorifero è vuoto e non sanno più a chi rivolgersi. Noi siamo lì, per dare aiuti concreti e rapidi, spesso quando non c’è altra speranza» sottolinea la direttrice.
«Paghiamo le fatture urgenti»
Gli aiuti di Soccorso d’inverno vanno dai buoni per beni di prima necessità al pagamento immediato di fatture urgenti, fino ai progetti mirati per bambini, giovani e donne che vogliono reinserirsi nel mondo del lavoro. Tutti interventi che si affiancano, senza sostituirsi, agli aiuti statali. Il milione raccolto nel 2024 racconta dunque una duplice realtà: da un lato, la povertà crescente e silenziosa che tocca sempre più persone, anche chi lavora; dall’altro, la grande solidarietà di chi ha reso possibile trasformare queste cifre in gesti concreti.
Fotografo: Airtistic




