Il 25 settembre 2023 è stata pubblicata la statistica aggiornata delle liste e delle candidature per le elezioni federali del 2023, realizzata dall’Ufficio federale di statistica (UST). I dati rivelano un nuovo record di partecipazione e diversità. In totale, 5909 persone hanno presentato la propria candidatura per un seggio nel Consiglio nazionale, suddivise in 618 liste. Il 41% dei candidati sono donne e il 30% ha meno di 30 anni. La partecipazione alle elezioni federali di quest’anno ha superato ogni aspettativa. Il numero di liste e candidature presentate ha superato ogni precedente record. Questo dimostra che i cittadini svizzeri sono sempre più interessati alla politica e vogliono partecipare attivamente alle decisioni che riguardano il loro paese. Tuttavia, non è solo il numero di candidati a essere impressionante, ma anche la loro diversità. La presenza femminile è aumentata rispetto alle precedenti elezioni federali. Il 41% dei candidati sono donne, dimostrando un impegno crescente per l’uguaglianza di genere in politica. Inoltre, molti dei candidati sono giovani. Il 30% dei candidati ha meno di 30 anni, dimostrando che i giovani svizzeri sono sempre più coinvolti nella politica del loro paese. Un altro aspetto interessante è la presenza di liste specifiche per fasce di età. Queste rappresentano quasi la metà di tutte le liste parziali dei partiti. Questo dimostra che i partiti stanno cercando di rappresentare meglio le diverse fasce della società svizzera. Inoltre, la presenza di queste liste può aiutare a coinvolgere più persone nella politica, soprattutto i giovani che spesso si sentono esclusi dalla politica tradizionale. L’UST ha fornito informazioni approfondite sulle elezioni federali del 2023. Grazie alla loro statistica aggiornata, siamo in grado di capire meglio la situazione politica del nostro paese e l’impegno dei cittadini per il futuro della Svizzera. La partecipazione alle elezioni è un diritto e un dovere civico importante e il fatto che così tante persone abbiano deciso di partecipare quest’anno è un segnale positivo per il futuro della democrazia svizzera.




