Berna, 6 dicembre 2024 – Il Consiglio federale ha dato il via libera all’apertura dei negoziati per un accordo di sicurezza sociale tra Svizzera e Ucraina, affidando al Dipartimento federale dell’interno il compito di definire i dettagli. Questa nuova convenzione mirerà a garantire i diritti alle prestazioni dell’AVS (Assicurazione per la Vecchiaia e i Superstiti) e dell’AI (Assicurazione Invalidità) per gli assicurati ucraini che rientrano nel loro Paese, regolando in modo chiaro il versamento delle rendite all’estero.
Obiettivi della Convenzione
L’accordo è stato richiesto dall’Ucraina per creare una collaborazione più stretta tra i due Paesi in ambito di sicurezza sociale. La convenzione si propone di:
- Coordinare i sistemi di sicurezza sociale tra Svizzera e Ucraina.
- Garantire parità di trattamento per gli assicurati di entrambe le nazioni.
- Facilitare l’accesso alle prestazioni sociali e il trasferimento delle rendite nei rispettivi Paesi.
Diversi Stati europei hanno già sottoscritto accordi simili con l’Ucraina, e questa iniziativa pone la Svizzera in linea con i principali partner europei.
Benefici per gli Assicurati Ucraini
La convenzione agevolerà i cittadini ucraini che hanno maturato diritti alle prestazioni dell’AVS o dell’AI in Svizzera, consentendo loro di:
- Percepire le rendite in Ucraina in base al periodo di contribuzione.
- Tornare nel loro Paese di origine senza perdere i benefici acquisiti.
- Esportare le rendite ucraine verso la Svizzera, riducendo la dipendenza dall’assistenza sociale elvetica.
Collaborazione contro Abusi e Frodi
Un altro obiettivo importante dell’accordo è rafforzare la cooperazione bilaterale per prevenire frodi e abusi in ambito di prestazioni sociali, garantendo l’integrità dei sistemi coinvolti.
Tempi e Iter Legislativo
Una volta definiti e firmati, i termini della convenzione dovranno essere approvati dai Parlamenti di entrambi i Paesi. Si prevede che l’accordo entrerà in vigore entro tre anni, dopo l’approvazione formale. Attualmente, circa 66.500 cittadini ucraini risiedono in Svizzera con lo statuto di protezione S, e questa convenzione potrebbe avere un impatto significativo sulla loro sicurezza sociale.




