A partire dal 2025, i cittadini britannici dovranno ottenere un visto e pagare una tassa per entrare nei paesi dell’Unione Europea. Questa novità è una delle conseguenze più concrete della Brexit e rappresenta un cambiamento significativo rispetto alla libertà di movimento di cui godevano i cittadini britannici prima dell’uscita del Regno Unito dall’UE.
Il sistema di visti elettronici, noto come ETIAS (European Travel Information and Authorization System), richiederà ai viaggiatori britannici di registrarsi online prima del loro viaggio, fornendo dettagli personali e pagando una tassa di 7 euro. Una volta ottenuto, il visto sarà valido per tre anni e permetterà soggiorni fino a 90 giorni consecutivi in un periodo di 180 giorni nei paesi Schengen.
Questa misura, inizialmente progettata per migliorare la sicurezza dei confini dell’UE, si applicherà ora anche ai cittadini britannici a seguito della Brexit. Oltre al costo e alla procedura di richiesta, i viaggiatori dovranno anche adattarsi ai tempi di attesa per l’approvazione del visto, che potrebbe richiedere fino a 96 ore nei casi più complessi.
La notizia ha suscitato reazioni contrastanti nel Regno Unito. Da un lato, c’è chi accetta questa nuova realtà come una naturale conseguenza dell’uscita dall’UE, mentre altri criticano il governo britannico per non aver previsto tali complicazioni. Inoltre, l’introduzione di questa misura potrebbe scoraggiare i britannici dal viaggiare verso l’Europa, con potenziali ripercussioni sul settore turistico sia britannico che europeo.
Le autorità europee hanno sottolineato che il sistema ETIAS non è un vero e proprio visto, ma una misura di sicurezza simile all’ESTA degli Stati Uniti, e che il processo di ottenimento sarà semplice e rapido per la maggior parte dei richiedenti. Tuttavia, per molti cittadini britannici, questa novità rappresenta un ulteriore segno della separazione e delle conseguenze della Brexit, che continuano a farsi sentire in vari aspetti della vita quotidiana.
Il sistema di visti elettronici, noto come ETIAS (European Travel Information and Authorization System), richiederà ai viaggiatori britannici di registrarsi online prima del loro viaggio, fornendo dettagli personali e pagando una tassa di 7 euro. Una volta ottenuto, il visto sarà valido per tre anni e permetterà soggiorni fino a 90 giorni consecutivi in un periodo di 180 giorni nei paesi Schengen.
Questa misura, inizialmente progettata per migliorare la sicurezza dei confini dell’UE, si applicherà ora anche ai cittadini britannici a seguito della Brexit. Oltre al costo e alla procedura di richiesta, i viaggiatori dovranno anche adattarsi ai tempi di attesa per l’approvazione del visto, che potrebbe richiedere fino a 96 ore nei casi più complessi.
La notizia ha suscitato reazioni contrastanti nel Regno Unito. Da un lato, c’è chi accetta questa nuova realtà come una naturale conseguenza dell’uscita dall’UE, mentre altri criticano il governo britannico per non aver previsto tali complicazioni. Inoltre, l’introduzione di questa misura potrebbe scoraggiare i britannici dal viaggiare verso l’Europa, con potenziali ripercussioni sul settore turistico sia britannico che europeo.
Le autorità europee hanno sottolineato che il sistema ETIAS non è un vero e proprio visto, ma una misura di sicurezza simile all’ESTA degli Stati Uniti, e che il processo di ottenimento sarà semplice e rapido per la maggior parte dei richiedenti. Tuttavia, per molti cittadini britannici, questa novità rappresenta un ulteriore segno della separazione e delle conseguenze della Brexit, che continuano a farsi sentire in vari aspetti della vita quotidiana.




