Il 17 luglio 2023, gli Stati Parte allo Statuto di Roma si sono riuniti per celebrare il 25° anniversario della sua adozione, partecipando a una tavola rotonda ministeriale sulla visione strategica della Corte Penale Internazionale (CPI) per il prossimo decennio. La Svizzera ha presieduto l’incontro del Consiglio di Sicurezza dell’ONU a New York il giorno successivo, il 18 luglio, insieme al Giappone, dedicato al contributo della CPI alla pace e alla sicurezza nel mondo.
La commemorazione del 25° anniversario dello Statuto di Roma testimonia l’impegno della comunità internazionale nella lotta contro l’impunità. Il trattato internazionale definisce il crimine di genocidio, i crimini di guerra e contro l’umanità così come il crimine di aggressione e conferisce alla CPI la facoltà di perseguirli. La CPI è un organo giudiziario indipendente incaricato di indagare sui crimini più gravi, come il genocidio, i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e il crimine di aggressione. Le commemorazioni consentono alla CPI di guadagnare visibilità e contribuiscono a rafforzare il sostegno politico di cui necessita per adempiere il suo mandato.
La Svizzera ha offerto agli Stati membri una piattaforma per esprimere il proprio sostegno a favore della CPI in quanto istituzione giudiziaria indipendente e imparziale, sottolineando così il ruolo della giustizia ai fini della pace. La presidente dell’Assemblea degli Stati Parte, Silvia Fernández de Gurmendi, la direttrice del Fondo di garanzia della CPI per le vittime, Deborah Ruiz Verduzco, così come vari rappresentanti del mondo accademico e della società civile hanno presentato la loro visione per il futuro della Corte in materia di pace e sicurezza.
Il mandato della CPI è rendere giustizia alle vittime dei crimini più gravi. In collaborazione con gli Stati, tale organo fa sì che i responsabili rispondano delle loro azioni e che queste non si ripetano. La Svizzera sostiene la CPI in quanto istituzione giudiziaria indipendente e imparziale. Durante la riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU, l’ambasciatrice Corinne Cicéron Bühler ha affermato che “il Consiglio di sicurezza è la colonna portante della pace e della sicurezza nel mondo, mentre la Corte è il bastione della giustizia penale internazionale. Insieme rappresentano i punti cardine della nostra visione comune di un mondo più giusto, sicuro e pacifico”.
La corte condivide i valori fondamentali del sistema delle Nazioni Unite, in particolare la pace, la sicurezza, lo Stato di diritto e il rispetto del diritto internazionale pubblico. La collaborazione tra queste due entità è pertanto cruciale: la giustizia internazionale è infatti una condizione essenziale per garantire una pace duratura. Del resto, la CPI contribuisce alla giustizia anche tramite un programma di partecipazione e di riparazione a favore delle vittime.
L’incontro informale del 18 luglio, svoltosi in formula “Arria”, ha fornito un quadro per lo scambio di opinioni sul ruolo e sull’importanza della CPI nella lotta all’impunità nel mondo e ha dato agli Stati partecipanti l’occasione di rinnovare il proprio impegno nei confronti dello Statuto di Roma.
Lo Statuto di Roma è stato adottato 25 anni fa nel quadro di una conferenza diplomatica. Questo anniversario segna un quarto di secolo di impegno nella lotta contro l’impunità da parte della comunità internazionale. La commemorazione del 25° anniversario dello Statuto di Roma ha fornito una piattaforma per una riflessione sul futuro della Corte Penale Internazionale.




