La Svizzera è da sempre sinonimo di plurilinguismo: quattro lingue nazionali, quattro culture, quattro identità che convivono entro gli stessi confini. Eppure, quando si tratta di musica, il dialogo tra le diverse regioni linguistiche resta ancora molto limitato. Le scene artistiche tendono a svilupparsi in modo parallelo, raramente incrociando i propri percorsi. È proprio per colmare questo vuoto che nasce un’iniziativa capace di trasformare la diversità linguistica in risorsa creativa.
Una serata che parla quattro lingue
Il 2 novembre 2026, alle ore 19:30, il Postremise di Coira accoglierà l’ottava edizione del concerto “4 musicisti/e – 4 lingue”, organizzato da JazzChur. L’appuntamento è ormai una delle proposte più originali nel panorama culturale grigionese: quattro interpreti provenienti da diverse aree linguistiche della Confederazione si ritrovano, si conoscono e costruiscono insieme uno spettacolo nel giro di pochissimi giorni.
Il format è tanto semplice nella sua struttura quanto ambizioso nel messaggio che porta con sé: ognuno degli artisti presenta quattro brani propri durante la serata, alternando momenti solistici a possibili contaminazioni e collaborazioni estemporanee tra i partecipanti. Non si tratta di un concerto preconfezionato, ma di un incontro autentico tra sensibilità, stili e lingue differenti.
La curatela e il ruolo della Pgi Coira
L’edizione 2026 è affidata alla curatela di Cinzia Regensburger, figura di riferimento per la programmazione artistica dell’evento. A rafforzare ulteriormente la dimensione plurilingue del progetto è la collaborazione con la Pgi Coira — la Pro Grigioni Italiano — che si occupa specificamente del contributo in lingua italiana all’interno del concerto.
Il coinvolgimento della Pgi non è casuale: l’associazione ha da tempo un ruolo riconosciuto nella tutela e valorizzazione della lingua italiana nei Grigioni, una missione confermata anche a livello federale nell’ambito delle politiche di promozione linguistica. Partecipare a un progetto come questo rappresenta per la Pgi una declinazione concreta del proprio impegno: non solo preservare l’italiano come patrimonio culturale, ma farlo vivere e dialogare con le altre tradizioni linguistiche del paese.
Perché questo concerto è diverso dagli altri
Ciò che distingue “4 musicisti/e – 4 lingue” da un normale concerto jazz è proprio la sua natura sperimentale e relazionale. Gli artisti coinvolti non arrivano sul palco con un programma rigido da eseguire: si incontrano, si ascoltano e costruiscono qualcosa di nuovo insieme. Gli esperimenti musicali condivisi tra i quattro interpreti non solo sono ammessi, ma sono esplicitamente incoraggiati dagli organizzatori.
Il risultato atteso è uno spettacolo che nessuno degli artisti avrebbe potuto realizzare da solo, e che probabilmente non si ripeterà mai in modo identico. Una serata irripetibile, in cui il pubblico ha la possibilità di assistere a qualcosa che si forma davanti ai propri occhi, frutto dell’incontro tra universi musicali e linguistici diversi.
- Quattro artisti, ognuno con un proprio repertorio e una propria lingua
- Quattro brani a testa eseguiti nel corso della serata
- Momenti solistici e possibili collaborazioni spontanee tra i musicisti
- Un format che valorizza l’improvvisazione e la contaminazione cultur518ale
Il plurilinguismo come valore da praticare, non solo da dichiarare
La riflessione che sta alla base di questo progetto merita attenzione. La Svizzera promuove il suo plurilinguismo come elemento identitario fondante, ma nella pratica quotidiana — e in particolare nel mondo della cultura e dello spettacolo — le diverse comunità linguistiche tendono a restare separate. I festival musicali, i circuiti artistici, i canali di promozione: tutto tende a muoversi dentro confini linguistici ben definiti.
“4 musicisti/e – 4 lingue” sceglie di andare controcorrente, dimostrando che l’incontro è possibile e che, anzi, può generare qualcosa di più ricco e stimolante rispetto a ciò che ciascuna tradizione potrebbe offrire autonomamente. Arrivare alla ottava edizione consecutiva è un segnale chiaro: il pubblico risponde, l’idea funziona, e il progetto ha trovato una sua identità consolidata nel tempo.
Informazioni pratiche per il pubblico
L’appuntamento è fissato per il 2 novembre 2026 presso il Postremise di Coira, con inizio alle 19:30. Gli organizzatori hanno annunciato che ulteriori dettagli — tra cui la composizione del gruppo di artisti invitati — saranno comunicati nelle prossime settimane.
Per chi è appassionato di jazz, di sperimentazione musicale o semplicemente curioso di vedere come suona il plurilinguismo svizzero quando scende dal piano istituzionale e sale su un palco, questa è un’occasione da segnare in agenda. Un concerto che non si propone di stupire con effetti speciali, ma con qualcosa di più raro: l’autenticità di un incontro vero tra persone, lingue e musiche diverse.

