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Il Consiglio federale prolunga la clausola di salvaguardia nei confronti dei lavoratori croati in Svizzera


Nella sua seduta del 22 novembre 2023, il Consiglio federale svizzero ha deciso di prolungare per un anno aggiuntivo la clausola di salvaguardia prevista nell’Accordo sulla libera circolazione delle persone, riguardante i cittadini croati che cercano lavoro in Svizzera. Durante questo periodo, il numero di nuovi permessi sarà limitato al medesimo livello dell’anno precedente.

L’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC), stipulato tra la Svizzera e l’Unione europea, prevede una graduale apertura del mercato del lavoro svizzero ai cittadini croati. Inizialmente introdotta come prova nel 2022, la completa libertà di circolazione ha portato a un significativo aumento della forza lavoro croata in Svizzera. Di conseguenza, il Consiglio federale ha attivato unilateralmente la clausola di salvaguardia prevista nell’ALC per il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2023, reintroducendo i contingenti di permessi per i lavoratori provenienti dalla Croazia.

Alla fine di ottobre 2023, il contingente di permessi di categoria B, con una validità di cinque anni e un totale di 1204 permessi, era stato completamente esaurito, mentre il 76% dei 1053 permessi di categoria L (per dimoranti temporanei, rinnovabili annualmente) era già stato assegnato. Considerando l’elevata domanda di permessi durante l’anno in corso, il Consiglio federale ha deciso di prorogare la clausola di salvaguardia nei confronti della Croazia per un ulteriore anno. Nel 2024, il numero di permessi rilasciati ai lavoratori croati sarà quindi limitato allo stesso livello dell’anno precedente.

La decisione di mantenere la clausola di salvaguardia è coerente con le misure adottate dalla Svizzera negli ultimi anni nei confronti dei cittadini dei paesi membri dell’UE. Secondo l’ALC, la clausola di salvaguardia può essere invocata per un massimo di due anni consecutivi. La completa libertà di circolazione per i cittadini croati sarà nuovamente introdotta come prova nel 2025.

Il regime transitorio concordato con la Croazia, della durata di dieci anni, rimarrà valido fino al 31 dicembre 2026.

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