La Commissione federale contro il razzismo (CFR) ha condotto uno studio sulla tematizzazione del razzismo e la rappresentazione della diversità nella società svizzera negli strumenti didattici. L’indagine ha evidenziato che, sebbene ci sia una crescente sensibilità alle espressioni razziste, gli strumenti didattici non offrono quasi mai spunti per un’educazione attenta al razzismo. Inoltre, l’eterogeneità della società (post)migratoria trova spazio solo in casi isolati. Il tema “razzismo” non è previsto in alcun piano di studio, né per la Svizzera tedesca né per quella francese.
L’analisi degli strumenti didattici commissionata dalla CFR all’Alta scuola pedagogica della Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale ha colmato alcune lacune di ricerca. L’obiettivo era quello di studiare la tematizzazione del razzismo e la rappresentazione della diversità nella società svizzera nel materiale didattico. Tuttavia, nonostante la loro grande importanza sociopolitica, i libri di scuola in Svizzera sono stati oggetto di poche ricerche.
In Svizzera, la società riflette di più sul tema del razzismo rispetto a qualche anno fa. Di conseguenza, anche nei libri di scuola si rileva una crescente sensibilità alle espressioni razziste. Ad esempio, il termine “indiani” è stato sostituito con “nativi americani” in alcuni libri di testo. Inoltre, alcuni libri affrontano il tema della “Svizzera coloniale”. La CFR accoglie con soddisfazione questi sviluppi positivi.
Tuttavia, nei libri di testo manca una comprensione esaustiva del razzismo. Quando viene citato, il razzismo è descritto in modo molto succinto come fenomeno interpersonale o storico. La sua dimensione strutturale, che contribuisce alla differenziazione in categorie gerarchizzate degli esseri umani e determina così rapporti di potere sociali, è del tutto assente dai libri di scuola. Negli strumenti didattici, la “normalità” è rappresentata in modo piuttosto omogeneo come bianca. La diversità è descritta soprattutto nei capitoli espressamente dedicati all’argomento. Lo spazio di prossimità (Svizzera ed Europa) è tendenzialmente rappresentato come più eterogeneo degli spazi lontani. Questo “altrove” è perlopiù reso in maniera stereotipata come culturalmente molto omogeneo. Gli Inuit, ad esempio, sono descritti secondo stereotipi anacronistici e mancano del tutto ritratti individuali differenziati al passo con i tempi.
Un’inchiesta svolta tra i docenti ha evidenziato che intendono la tematizzazione del razzismo come mandato educativo ufficiale ma ritengono il materiale didattico in uso inadeguato per trattare l’argomento a scuola. Inoltre, affermano che nella loro formazione non sono fornite le basi necessarie per avviare e moderare una discussione sul razzismo in classe.
Sulla base dei risultati dello studio, la CFR raccomanda l’introduzione del tema del razzismo nei piani di studio e l’integrazione di appositi corsi nella formazione e nella formazione continua dei docenti. Devono essere inoltre tematizzati l’utilizzo degli strumenti didattici disponibili e necessari criteri chiari che permettano di giudicare se uno strumento didattico tratti appropriatamente il razzismo e rifletta adeguatamente l’eterogeneità della società.
I risultati dello studio saranno presentati per la prima volta il 26 giugno 2023 al convegno della CFR sul tema “I giovani e il razzismo”.




