Poschiavo, settembre 2026: mezzo millennio di pluralismo religioso sotto i riflettori
Nel cuore della Valposchiavo, tra le mura cariche di storia di Casa Torre, si è tenuto il 12 settembre 2026 un convegno di grande rilievo culturale e storico. L’iniziativa, promossa dalla Pro Grigioni Italiano (PGI), ha portato studiosi, appassionati e rappresentanti del territorio a confrontarsi su un tema tanto antico quanto attuale: la libertà religiosa nelle Tre Leghe e la sua origine documentata negli Articoli di Ilanz del 1526.
Il titolo scelto dagli organizzatori, «Da 500 anni liberi di credere», racchiude in poche parole la portata storica di quegli atti normativi che, mezzo millennio fa, gettarono le basi di una convivenza confessionale raramente vista altrove in Europa durante il turbolento periodo della Riforma protestante.
Gli Articoli di Ilanz: un documento rivoluzionario per l’epoca
Per comprendere l’importanza del convegno, occorre tornare al contesto storico in cui nacquero gli Articoli di Ilanz. Siamo nel 1526, in piena epoca riformata: Martin Lutero aveva già affisso le sue tesi a Wittenberg nel 1517 e l’Europa intera era scossa da un profondo rivolgimento religioso che spesso sfociava in conflitti armati e persecuzioni.
Le Tre Leghe — l’organismo politico che governava il territorio oggi corrispondente al canton Grigioni — adottarono una soluzione all’avanguardia per i tempi: anziché imporre una confessione unica, stabilirono il principio secondo cui ogni comunità poteva scegliere liberamente il proprio orientamento religioso. In sostanza, ogni valle, ogni comunità locale aveva la facoltà di decidere autonomamente se abbracciare la Riforma o restare fedele al cattolicesimo romano.
Questo approccio, formalmente sancito proprio dagli Articoli di Ilanz, rappresentò una forma embrionale di tolleranza religiosa istituzionalizzata. Non un’eccezione, ma una regola scritta e riconosciuta. Un primato storico che i Grigioni possono rivendicare con orgoglio ancora oggi.
Il convegno: riflessioni tra storia e identità contemporanea
La scelta di Poschiavo come sede dell’evento non è casuale. La Valposchiavo è essa stessa un esempio vivente di pluralismo confessionale: nel corso dei secoli ha saputo integrare comunità di diversa appartenenza religiosa mantenendo una coesione sociale e culturale invidiabile. Casa Torre, sede del convegno, è uno di quei luoghi simbolo capaci di evocare secoli di storia locale.
Il convegno organizzato dalla PGI ha offerto l’occasione per:
- Ripercorrere le origini e il contenuto degli Articoli di Ilanz in chiave storica e giuridica
- Riflettere sull’eredità di quel documento nella costruzione dell’identità grigionese
- Mettere in dialogo la memoria storica con le sfide del pluralismo religioso contemporaneo
- Valorizzare il patrimonio documentale e culturale del canton Grigioni
La Pro Grigioni Italiano, da sempre impegnata nella promozione della cultura e della lingua italiana nei Grigioni, ha dimostrato ancora una volta la propria capacità di costruire eventi che uniscono rigore storico e partecipazione popolare.
Perché celebrare questo anniversario è ancora importante
In un’Europa che continua a fare i conti con le tensioni legate alla convivenza tra culture e fedi diverse, guardare indietro a esperienze storiche di tolleranza istituzionalizzata non è solo un esercizio accademico. È un atto politico nel senso più nobile del termine: ricordare che soluzioni innovative sono state trovate in passato aiuta a immaginare percorsi possibili anche nel presente.
Gli Articoli di Ilanz del 1526 anticiparono di decenni la Pace di Augusta del 1555 e di quasi un secolo l’Editto di Nantes del 1598. Eppure, nonostante questo primato storico, rimangono spesso confinati nei libri di storia cantonale, poco conosciuti al di fuori dei confini grigionesi.
Iniziative come quella promossa dalla PGI a Poschiavo svolgono quindi una funzione preziosa: portare alla luce un patrimonio storico di rilevanza europea, restituendogli la visibilità che merita.
La Pro Grigioni Italiano: custode e promotrice della cultura regionale
L’associazione organizzatrice, la Pro Grigioni Italiano, opera da anni per tutelare e promuovere la cultura di lingua italiana nel canton Grigioni. Convegni, pubblicazioni, eventi culturali: la PGI è un punto di riferimento per chi vuole conoscere e approfondire la storia e le tradizioni della regione italofona dei Grigioni.
Il convegno del 12 settembre si inserisce in questo filone di impegno culturale, dimostrando come sia possibile coniugare ricerca storica approfondita e divulgazione accessibile a un pubblico ampio.
Un’eredità viva dopo cinque secoli
Cinquecento anni sono un lasso di tempo che normalmente tende a sbiadire i contorni degli eventi storici. Eppure, nel caso degli Articoli di Ilanz, il tempo sembra aver avuto l’effetto contrario: più ci si allontana da quel 1526, più la lungimiranza di quella scelta emerge in tutta la sua chiarezza.
Poschiavo, con il suo convegno, ha scelto di celebrare non solo un documento del passato, ma un principio ancora vivo: la libertà di credere, e di scegliere come credere, è un valore che non invecchia mai. E che, forse, vale la pena ricordare con la stessa cura con cui i Grigioni del Cinquecento ebbero il coraggio di metterlo per iscritto.

