Un accordo che chiude, almeno in parte, una vicenda controversa
Le quattro infermiere licenziate in Bregaglia all’inizio del 2025 riceveranno un’indennità economica. È quanto ha reso noto il VPOD Ticino, il Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari, con un comunicato ufficiale che fa il punto su una vicenda che aveva suscitato forti polemiche nel settore sanitario cantonale.
L’accordo raggiunto tra le parti rappresenta l’epilogo – almeno formale – di una disputa nata dalla gestione dei licenziamenti da parte del CSB, il Centro Sociosanitario della Bregaglia. Una gestione che il sindacato aveva contestato fin dall’inizio, ritenendola scorretta sia nelle modalità sia nelle procedure seguite.
Come è iniziata la controversia
La vicenda risale all’11 febbraio 2025, giorno in cui le quattro lavoratrici vennero informate singolarmente della disdetta del proprio contratto. Un dettaglio non secondario: tutte e quattro potevano vantare una lunga anzianità di servizio, un elemento che ha reso ancora più dura la notizia del licenziamento.
A rendere la situazione ancor più problematica, secondo il VPOD, fu il modo in cui le decisioni vennero prese. Il sindacato contestò in particolare:
- Le modalità con cui i licenziamenti furono comunicati, attraverso colloqui individuali e senza un confronto preventivo;
- Il mancato coinvolgimento delle rappresentanze del personale, un passaggio considerato obbligatorio nelle procedure di gestione collettiva del lavoro;
- La mancanza di trasparenza nelle motivazioni che avevano portato alla decisione.
Di fronte a queste criticità, il VPOD aveva deciso di impugnare formalmente i licenziamenti, avviando un percorso che ha portato nelle settimane successive all’accordo odierno.
Cosa prevede l’accordo e cosa non risolve
L’intesa raggiunta garantisce alle lavoratrici il pagamento di alcune indennità economiche, una forma di riconoscimento del torto subito. Tuttavia, il VPOD è stato chiaro nel descrivere i limiti di questo risultato: si tratta di una “parziale riparazione”, non di una piena reintegrazione.
Le quattro infermiere non rientreranno nei loro posti di lavoro. I mesi di incertezza, stress e difficoltà che hanno vissuto dall’annuncio del licenziamento a oggi non possono essere cancellati da un accordo economico. Il sindacato lo riconosce apertamente, senza nascondere le ambivalenze di un risultato che, pur rappresentando un passo avanti, lascia aperte questioni più ampie.
Le richieste del VPOD al CSB
L’accordo, dunque, non chiude il capitolo della riflessione critica sul comportamento del Centro Sociosanitario della Bregaglia. Il VPOD Ticino ha colto l’occasione del comunicato per formulare richieste precise e inequivocabili nei confronti della struttura:
- Assumersi le proprie responsabilità rispetto a quanto accaduto, riconoscendo apertamente le carenze procedurali nella gestione dei licenziamenti;
- Ristabilire un rapporto costruttivo con il personale, fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco;
- Ripristinare un canale di dialogo stabile con le rappresentanze sindacali, che in questa vicenda erano state escluse da decisioni che le riguardavano direttamente.
Queste richieste non hanno carattere punitivo, ma puntano a evitare che episodi simili si ripetano in futuro. La collaborazione tra direzione e rappresentanze dei lavoratori è infatti un pilastro fondamentale nelle strutture sociosanitarie, dove il benessere del personale si riflette direttamente sulla qualità delle cure erogate agli utenti.
Un segnale per il settore sociosanitario cantonale
La vicenda delle infermiere della Bregaglia ha un valore che va oltre i singoli casi. In un momento in cui il settore sanitario affronta carenze di personale strutturali e difficoltà nel trattenere professionisti qualificati, episodi come questo rischiano di aggravare un clima già teso.
Licenziare lavoratrici con lunga esperienza, senza seguire correttamente le procedure previste e senza coinvolgere i sindacati, manda un segnale negativo all’intero comparto. La sanità dei Grigioni – come quella ticinese e svizzera in generale – non può permettersi di disperdere il capitale umano e professionale di operatori formati e motivati.
Il fatto che il VPOD abbia scelto di impugnare i licenziamenti, e che l’accordo sia stato infine raggiunto, dimostra che le rappresentanze sindacali possono ancora svolgere un ruolo concreto a tutela dei lavoratori, anche in contesti locali e apparentemente periferici.
Un primo passo, ma la strada è ancora lunga
Il VPOD Ticino definisce il pagamento delle indennità “un primo passo“. Una formulazione consapevole, che non lascia spazio a interpretazioni trionfalistiche. L’obiettivo del sindacato non è semplicemente quello di ottenere un risarcimento economico, ma di promuovere una cultura del lavoro più rispettosa, trasparente e partecipata all’interno delle strutture sociosanitarie del Cantone.
Le quattro infermiere della Bregaglia hanno ottenuto un riconoscimento parziale. Ora tocca al CSB dimostrare, con fatti concreti, che la lezione è stata recepita.

