All’eminente studioso svizzero di letteratura Jonas Fränkel, il cui lascito è custodito nell’Archivio svizzero di letteratura (ASL) a Berna, è dedicato il progetto di ricerca nazionale quadriennale «Kryptophilologie. Jonas Fränkels ‘unterirdische Wissenschaft’ im historischen und politischen Kontext» (Criptofilologia. La ‘scienza sotterranea’ di Jonas Fränkel nel contesto storico-politico).
Il progetto è promosso dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) e nasce dalla collaborazione dell’ASL con la cattedra di letteratura e scienze culturali del Politecnico federale di Zurigo e con il collegio Walter Benjamin dell’Università di Berna.
Il lascito di importanza storica del filologo e curatore editoriale Jonas Fränkel (1879−1965) è stato acquisito dall’ASL nel 2021 e da allora è stato preparato per la ricerca. Il lascito comprende numerosi fondi d’archivio di Spitteler affidati da quest’ultimo a Fränkel, scambi epistolari con letterati rinomati e importanti documenti relativi all’edizione di opere e all’attività pubblicistica di Fränkel, compresa una biblioteca con circa 12 500 libri.
Si tratta di un fondo che si contraddistingue per unicità e ricchezza e che dimostra anche la sua rilevanza sul piano storico. La vita movimentata di questo studioso ebreo è legata a un periodo splendente e a uno buio della storia svizzera: ebbe grandi meriti nel promuovere l’opera di Carl Spitteler e la sua candidatura al Premio Nobel e nel curare una prima edizione critica delle opere di Gottfried Keller. Tuttavia, per tutta la vita venne emarginato sul piano personale e professionale e dovette subire le tendenze antisemite diffuse in ambito giornalistico, politico e scientifico.
Nell’ambito del progetto FNS l’analisi sistematica del lascito di Fränkel permette di ricostruire, in maniera aderente alle fonti, la sua identità come filologo, il suo metodo e la sua tecnica di lavoro editoriale con testi stampati e manoscritti, nonché il suo ruolo come amministratore di lasciti e curatore di opere, compresa la sua stretta collaborazione con Spitteler.
Tre sottoprogetti e una monografia collettiva mirano a esaminare il contributo di Fränkel alla filologia, finora scarsamente considerato e che, per motivi storico-politici contemporanei, poteva svilupparsi solo in modo marginale e al di fuori della disciplina ufficiale, ragion per cui lo stesso Fränkel parlò di una «scienza sotterranea».
Il progetto di ricerca si propone fondamentalmente di fare un bilancio della germanistica svizzera prima e dopo la Prima Guerra mondiale.
L’Archivio svizzero di letteratura (ASL) è stato fondato nel 1991 per volontà di Friedrich Dürrenmatt. Fa parte della Biblioteca nazionale svizzera e custodisce numerosi lasciti e archivi letterari nonché biblioteche di autori e autrici del ventesimo e ventunesimo secolo. La Biblioteca nazionale svizzera colleziona gli Helvetica, ossia testi, immagini e documenti sonori inerenti alla Svizzera, conservando così la memoria collettiva del nostro Paese. Inoltre, in collaborazione con altre istituzioni, permette al grande pubblico di accedere al patrimonio culturale della Svizzera. Grazie al suo ruolo centrale di istituzione della memoria crea un ponte tra il passato e il futuro, passando per il presente. In tal modo rispecchia la pluralità culturale e linguistica della Svizzera, promuovendo la condivisione e l’innovazione.
Il Fondo nazionale svizzero promuove una ricerca di eccellenza nel campo scientifico, medico, sociologico e filologico nelle scuole universitarie e in altre istituzioni. La cattedra di Andreas Kilcher in letteratura e scienze culturali presso il Politecnico federale di Zurigo è un forum di ricerca sulla conoscenza letteraria e sull’analisi della letteratura e della cultura ebraiche. Il collegio Walter Benjamin riunisce attività di ricerca della facoltà di filosofia e storia dell’Università di Berna.




