L’esposizione pubblica del Piano Direttore dell’Energia si è conclusa il 30 settembre 2023, dopo cinque mesi e mezzo. Durante questo periodo, sono state presentate oltre 3200 richieste, suddivise in più di 300 prese di posizione. Come previsto, la maggior parte delle richieste riguarda la forza idrica e l’energia eolica.
Dall’analisi effettuata emerge che circa un terzo delle richieste riguarda la forza idrica, un altro terzo l’energia eolica, mentre il terzo restante copre una vasta gamma di temi, tra cui la strategia energetica, la protezione del clima, gli impianti solari, altre fonti di energia locali, il trasporto, la distribuzione e lo stoccaggio dell’energia, nonché osservazioni di carattere generale. Delle 301 prese di posizione totali, 41 provengono dai comuni, 8 dalle regioni, 9 dai Cantoni confinanti, 9 dai partiti politici, 165 dai privati, 53 dalle associazioni e organizzazioni e 16 da altri attori.
Dalla prima analisi emergono posizioni divergenti. Per quanto riguarda la forza idrica, sono evidenti le opinioni contrastanti tra coloro che sostengono le centrali idroelettriche e coloro che promuovono la tutela dell’ambiente, in particolare per quanto riguarda la delimitazione delle sezioni dei corsi d’acqua. Entrambe le fazioni lamentano una presunta mancanza di considerazione delle rispettive richieste nel Piano Direttore dell’Energia. Il Piano Direttore elenca gli impianti idroelettrici che hanno un impatto significativo sul territorio e sull’ambiente, ma allo stesso tempo indica le sezioni dei corsi d’acqua che possono essere sfruttate per la forza idrica e quelle che devono essere preservate, come richiesto dalla legislazione federale.
Per quanto riguarda l’energia eolica, prevalgono le richieste di opposizione all’energia eolica nel suo complesso o a specifici comprensori. Tuttavia, ci sono anche diversi comuni, regioni e altri attori che considerano l’energia eolica come un’opportunità e hanno espresso il loro sostegno. Sono state presentate anche richieste per l’inclusione di ulteriori comprensori per gli impianti eolici nel Piano Direttore. Sulla base di una valutazione degli interessi legati allo sfruttamento e alla protezione, nella bozza del Piano Direttore sono stati indicati in totale 25 comprensori prioritari per gli impianti eolici.
Il modo in cui si procederà dipenderà anche da due progetti di legge a livello nazionale. Uno di essi è l'”atto mantello”, che prevede modifiche alla legge sull’energia e alla legge sull’approvvigionamento elettrico, influenzando le regole sovraordinate e gli interessi coinvolti durante l’elaborazione del Piano Direttore. È stato lanciato un referendum contro l'”atto mantello” e a metà gennaio 2024 si saprà se ci sono abbastanza firme per indire un voto su questa questione. Inoltre, il cosiddetto “progetto sull’acceleramento delle procedure per le energie rinnovabili” proposto dal Consiglio federale potrebbe comportare modifiche alle regole e alle decisioni prese prima dell’elaborazione del Piano Direttore. L’evoluzione di entrambe queste disposizioni sovraordinate sarà importante per gestire le obiezioni presentate da comuni, organizzazioni e privati.




