Il 21 settembre 2023, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha promosso l’accusa contro un cittadino indiano presso il Tribunale penale federale (TPF). L’imputato, ritenuto uno dei capi di un gruppo criminale, avrebbe commesso una truffa del supporto tecnico (Tech Support Scam) ai danni di diverse banche svizzere e di privati danneggiati. L’accusa è di truffa per mestiere (art. 146 cpv. 1 in combinato disposto con cpv. 2 CP) e il procedimento penale si è svolto con procedura abbreviata. L’imputato è stato arrestato in Svizzera nel febbraio 2023 ed è in stato di custodia.
L’inchiesta ha evidenziato la professionalità con cui il gruppo criminale agiva e si suddividere i compiti. Oltre alle persone incaricate del comando e del coordinamento, l’organizzazione disponeva di un team “vendita” e di un team “marketing”. Mentre gli addetti al “marketing” si occupavano di produrre e pubblicizzare i siti web falsificati, i collaboratori del team “vendita” erano responsabili del “contatto con i clienti”. Durante le telefonate con i danneggiati, si spacciavano per dipendenti del servizio assistenza clienti di un istituto bancario o di una compagnia aerea.
Tramite siti web falsificati, che sembravano i siti web legittimi delle banche o delle compagnie aeree, i danneggiati venivano esortati a mettersi in contatto telefonico con i sedicenti dipendenti del servizio assistenza clienti della relativa istituzione. Durante la telefonata, con un pretesto, i danneggiati venivano indotti a installare un software di manutenzione a distanza e ad aprire un conto presso una criptoborsa. In seguito a ciò, i danneggiati concludevano transazioni attraverso la relativa criptopiattaforma e acquistavano con il loro denaro, inconsapevolmente e involontariamente, criptovalute a favore del gruppo criminale.
L’organizzazione criminale che ha agito dall’India ha sottratto circa CHF 135’000 nell’arco di almeno 22 mesi a circa 85 clienti di istituti bancari svizzeri e di compagnie aeree. Le esperienze raccolte con questo procedimento penale mostrano che anche nel cyberspazio è possibile identificare gruppi di autori professionisti e assicurarli alla giustizia penale.
La truffa del supporto tecnico è una forma di frode informatica che si sta diffondendo sempre più rapidamente. In questo tipo di truffa, i criminali si fingono tecnici dell’assistenza clienti di un’azienda e contattano le vittime tramite telefono o attraverso siti web falsificati. I criminali cercano di convincere le vittime che il loro computer è stato compromesso da malware o virus e che hanno bisogno di assistenza per risolvere il problema. In realtà, gli operatori cercano di convincere le vittime a pagare per la loro “assistenza” o a fornire loro l’accesso remoto al computer per rubare informazioni sensibili.
La truffa del supporto tecnico è diventata un’attività molto redditizia per i criminali informatici. L’uso della tecnologia consente loro di raggiungere un vasto pubblico in tutto il mondo e di nascondersi dietro falsi nomi e numeri di telefono. Inoltre, molte vittime sono spesso poco esperte in materia informatica e possono essere facilmente ingannate.
Per prevenire la truffa del supporto tecnico, è importante conoscere le tecniche utilizzate dai criminali informatici. Innanzitutto, le aziende non contattano mai i propri clienti tramite telefono per offrire assistenza tecnica non richiesta. Inoltre, non fornire mai l’accesso remoto al proprio computer a persone sconosciute o non autorizzate. Infine, verificare sempre la veridicità dei siti web visitati e delle email ricevute.




