Occhiali in Svizzera: perché il prezzo può variare da pochi euro a mille franchi

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Un mercato da oltre un miliardo, con prezzi che stupiscono

In Svizzera, nel 2025, acquistare un paio di occhiali da vista costa in media 535 franchi. Una cifra che, però, racconta solo una parte della storia: sugli scaffali — fisici e virtuali — convivono montature da meno di dieci franchi e modelli che superano agevolmente il migliaio. A spiegare questo divario sono le strategie molto diverse adottate dai vari attori del settore.

Il contesto è quello di un mercato tutt’altro che marginale. Secondo i dati di OptiqueSuisse, quattro svizzeri su cinque indossano occhiali correttivi o lenti a contatto, e il settore nel suo insieme ha generato nel 2025 un fatturato complessivo superiore a 1,2 miliardi di franchi. Un’industria robusta, ma in continua trasformazione.

Grandi catene contro ottici indipendenti: chi vince davvero?

A partire dagli anni Ottanta, le grandi catene internazionali hanno radicalmente modificato il volto dell’ottica svizzera. Puntando su volumi di acquisto elevati e su economie di scala, queste realtà riescono a proporre prezzi competitivi e promozioni frequenti, attraendo una clientela sensibile al fattore economico.

Eppure, nonostante questa espansione, gli ottici indipendenti rimangono ancora oggi la componente più numerosa del mercato elvetico. Dominic Ramspeck, responsabile della comunicazione di OptiqueSuisse, sottolinea come il loro punto di forza risieda nella qualità del servizio e nella consulenza personalizzata, difficile da replicare su larga scala.

Sul piano dei ricavi, il confronto è più equilibrato di quanto si potrebbe immaginare:

  • Catene internazionali: circa 601 milioni di franchi di fatturato nel 2025
  • Ottici indipendenti: circa 545 milioni di franchi nello stesso anno

Una distanza contenuta, che testimonia come il modello indipendente sappia ancora reggere alla concorrenza strutturata delle grandi insegne.

La risposta degli indipendenti: unirsi per competere

Il panorama non è però privo di tensioni. Martin Schütz, direttore del gruppo Dynoptic AG, evidenzia come negli ultimi vent’anni circa un terzo dei negozi specializzati abbia chiuso i battenti, schiacciato dalla crescita delle catene integrate verticalmente — strutture che controllano l’intera filiera, dalla produzione alla vendita.

Per far fronte a questa pressione, molti ottici indipendenti hanno scelto di aggregarsi in gruppi d’acquisto e consorzi di settore. In Svizzera ne operano circa una decina, con obiettivi precisi: centralizzare gli ordini, ottenere condizioni più favorevoli dai fornitori e condividere i costi amministrativi e strategici.

Xavier Moreau, direttore generale di Optic Swiss Services, cita come esempio concreto la riduzione delle commissioni sui pagamenti con carta — una voce di spesa apparentemente secondaria, ma capace di incidere in modo significativo sui margini dei piccoli esercizi.

Il commercio online: prezzi stracciati, ma ancora una nicchia

Nonostante la presenza di piattaforme che offrono montature a prezzi sorprendentemente bassi, il canale digitale rappresenta appena il 3% delle vendite totali di occhiali in Svizzera. Un dato che racconta quanto la fiducia nel rapporto diretto con l’ottico — e la necessità di una misurazione professionale — resti centrale per la maggioranza dei consumatori.

Tra le realtà online più radicali figura BlackSheep, piattaforma che propone montature a partire da 2,55 euro eliminando ogni intermediario tra il produttore cinese e il cliente finale. Il fondatore Pierre Wizman sostiene apertamente che il settore tradizionale operi con margini eccessivi rispetto ai costi reali di produzione.

Una posizione respinta con fermezza da chi opera nel settore fisico. Ilias Berdoz, direttore commerciale dell’azienda svizzera Berdoz, chiarisce che il confronto non è paragonabile: il costo medio delle proprie montature si aggira sui 250 franchi, con margini nell’ordine del 65%, ma a questi si aggiungono i costi salariali svizzeri, le spese operative e — aspetto decisivo — la consulenza di optometristi e ottici qualificati che accompagnano il cliente durante tutto il processo d’acquisto.

Artigianato e produzione locale: una scelta di valore

Accanto alle grandi realtà industriali e ai portali digitali, esiste una fascia di mercato che ha scelto una direzione completamente diversa: puntare sull’origine, sulla qualità dei materiali e sul rapporto diretto con i produttori.

A Ginevra, Paul Trunz porta avanti da quasi trent’anni la sua Lunetterie des Rois, selezionando montature realizzate da piccoli produttori europei o da laboratori artigianali locali. I prezzi partono da 170-250 franchi per i modelli più accessibili, ma la proposta si estende verso l’alto per chi cerca qualcosa di più esclusivo. Trunz visita personalmente le fabbriche con cui collabora per verificare processi e qualità.

Ancora più in alto si posiziona l’esperienza dei fratelli Silvio e Fabio Nardi, attivi da dieci anni a Losanna con una produzione su misura. Le loro montature, realizzate localmente con materiali italiani, hanno un prezzo di partenza di circa mille franchi. La filosofia è chiara: non rivolgersi a tutti, ma offrire un prodotto con un senso preciso per chi lo sceglie. Un po’ come avviene nell’abbigliamento tra fast fashion e alta sartoria.

Cosa determina davvero il prezzo di un paio di occhiali?

Guardando al quadro complessivo, emerge che il prezzo di una montatura dipende da una combinazione di fattori che va ben oltre il semplice costo di produzione:

  • Canale di vendita (online, catena, indipendente, artigianale)
  • Servizi inclusi: misurazione, consulenza, follow-up
  • Origine dei materiali e del processo produttivo
  • Costi operativi specifici del mercato svizzero
  • Posizionamento del brand e percezione del valore

Per il consumatore, la scelta ideale dipende quindi non solo dal budget disponibile, ma anche dal tipo di esperienza e di supporto che si desidera ricevere. Un mercato così articolato offre opzioni per ogni esigenza — a patto di sapere cosa si sta davvero pagando.

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