Roveredo fuori dall’ISOS: Berna chiarisce le motivazioni
La notizia aveva suscitato reazioni nel comune grigionese: Roveredo è stata rimossa dall’Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere (ISOS). Ora l’Ufficio federale della cultura (UFC) rompe il silenzio e fornisce una spiegazione dettagliata delle ragioni che hanno portato a questa scelta.
Secondo Giusto Aurora, responsabile dell’UFC, ogni insediamento viene analizzato con lo stesso metodo: si considerano le qualità topografiche, spaziali e storico-architettoniche, e i risultati vengono poi confrontati con quelli degli altri insediamenti appartenenti alla medesima categoria, tanto a livello regionale quanto cantonale.
Un declino progressivo in tutte le aree di valutazione
Roveredo era già classificata come villaggio urbanizzato e, sin dagli anni Novanta, presentava una valutazione relativamente contenuta per un insediamento riconosciuto di importanza nazionale. Nel corso degli anni successivi, tuttavia, la situazione è ulteriormente peggiorata: il comune ha perso valore in ciascuna delle tre categorie considerate.
A pesare in modo determinante è stata una intensa attività edilizia, alimentata dalla posizione geografica vantaggiosa del paese, collocato nelle immediate vicinanze di Bellinzona, e dalla crescente attrattività residenziale che ne è conseguita. Aurora precisa però che lo sviluppo costruttivo in sé non è considerato un elemento negativo: ciò che conta è il modo in cui i nuovi edifici, le ristrutturazioni e i rimodernamenti si integrano nel tessuto storico esistente.
Il contrasto tra pianura e collina: un elemento identitario perduto
Uno degli aspetti che l’UFC aveva individuato come carattere distintivo di Roveredo era il dialogo visivo e paesaggistico tra due realtà ben distinte: da un lato, l’edificazione più compatta lungo il fiume Moesa; dall’altro, i nuclei abitati dispersi sulle colline, un tempo circondati dai vigneti. Questo contrasto, che conferiva al paese una leggibilità storica e paesaggistica rara, si è andato progressivamente erodendo nel tempo.
Le numerose trasformazioni avvenute negli ultimi decenni hanno reso sempre meno distinguibile il rapporto originario tra il costruito e il paesaggio circostante. Il confronto con gli altri villaggi urbanizzati grigionesi ha quindi evidenziato come Roveredo non raggiunga più gli standard richiesti per mantenere il riconoscimento di importanza nazionale.
Il Comune si oppone: Berna apprezza la risposta
Qualche settimana prima delle dichiarazioni dell’UFC, il sindaco di Roveredo Gianpiero Raveglia aveva manifestato pubblicamente il proprio dissenso nei confronti della decisione. Il primo cittadino aveva sottolineato come il comune faccia parte dell’agglomerato di Bellinzona e non possa essere valutato come se fosse un centro isolato e privo di sviluppo. «Non è che è andato tutto perso», aveva affermato con fermezza.
L’UFC ha accolto questa posizione con rispetto. Aurora ha definito l’opposizione del Comune «molto fondata» e ha sottolineato come l’analisi prodotta dalle autorità locali metta efficacemente in luce le qualità che Roveredo conserva ancora oggi. Un segnale, questo, che dimostra quanto l’amministrazione comunale tenga al proprio territorio. La scelta di procedere comunque allo stralcio, ha tenuto a precisare Aurora, non è stata affatto semplice.
Il ruolo dell’autostrada A13 nella storia della tutela del paesaggio svizzero
La vicenda di Roveredo non è priva di una certa ironia storica. Secondo quanto riferito da Aurora, fu proprio il caso di Roveredo — e in particolare la costruzione dell’autostrada A13 attraverso il paese negli anni Sessanta — a contribuire alla sensibilizzazione a livello federale sul tema della tutela del paesaggio e degli insediamenti storici. Paradossalmente, il riconoscimento di importanza nazionale che il paese ricevette in seguito fu in parte una risposta a quell’episodio urbanistico controverso.
Oggi, la progressiva rimozione dell’A13 e la conseguente ricucitura del tessuto urbano del centro rappresentano un capitolo ancora aperto. L’UFC precisa tuttavia che questo processo non ha avuto alcuna influenza sulla decisione di stralciare Roveredo dall’ISOS. Al contrario, tale trasformazione viene vista dall’Ufficio federale come «una grande opportunità» per il futuro del paese: una possibilità concreta di restituire coesione e identità a un centro che ha subito decenni di frammentazione.
Prospettive future per Roveredo
Lo stralcio dall’ISOS non rappresenta necessariamente la parola fine su Roveredo. La qualità riconosciuta dall’opposizione comunale, unita alle potenzialità offerte dalla riqualificazione post-autostradale, suggerisce che il comune abbia ancora risorse su cui costruire.
- Le qualità paesaggistiche residue restano un patrimonio da valorizzare.
- Il processo di ricucitura urbana dopo la rimozione dell’A13 può ridare leggibilità al tessuto storico.
- Un pianificazione urbanistica attenta potrebbe, nel tempo, ricostituire parte dei caratteri identitari perduti.
L’UFC ha chiuso il confronto con un messaggio di apertura: la decisione è stata sofferta, ma il dialogo con il Comune rimane vivo. Roveredo ha dimostrato di non volersi arrendere e, in un futuro non impossibile, potrebbe tornare a guadagnarsi un posto nell’inventario che oggi l’ha esclusa.
Nota: la strada cantonale H13 tra Lostallo e Cama è attualmente percorribile su due corsie; l’Ufficio del Genio Civile dei Grigioni si riserva la facoltà di chiusura precauzionale in caso di forti precipitazioni.

