Rossa si blinda contro le valanghe: arriva il cuneo di deviazione per Pighé
La lotta contro il pericolo di valanghe in Mesolcina non si ferma. Dopo anni di interventi nella zona di Giumella, il Cantone dei Grigioni ha annunciato una nuova misura difensiva: la costruzione di un cuneo di deviazione per mettere al sicuro la frazione di Pighé, nel comune di Rossa. I lavori prenderanno il via già nel corso di questo autunno 2026.
Un intervento che si inserisce in un piano di protezione avviato nel 2017
La storia della protezione valanghe in questa area della valle ha radici che risalgono a quasi un decennio fa. Tra il 2017 e il 2025, le autorità cantonali avevano già realizzato una serie di strutture paravalanghe nella zona di Giumella. L’obiettivo di quei lavori era preciso e ambizioso: abbassare il livello di rischio al punto da garantire che, anche negli scenari statisticamente più severi — quelli con un tempo di ritorno di 100 e 300 anni — gli eventuali eventi franosi che dovessero raggiungere la zona abitata non superassero una intensità media.
Si tratta di parametri tecnici che nel linguaggio della protezione civile e della pianificazione del territorio hanno un peso preciso: definiscono fino a che punto una comunità può considerarsi ragionevolmente al sicuro, senza che questo significhi azzerare ogni forma di rischio residuo.
La valutazione post-lavori ha rivelato una zona ancora vulnerabile
Al termine dei cantieri di Giumella, i tecnici hanno condotto una nuova valutazione del rischio sull’intera area. L’esito ha messo in evidenza una criticità che non era stata risolta dagli interventi precedenti: la zona di Pighé risulta ancora esposta al pericolo di slavine.
La causa principale di questa vulnerabilità persistente è legata alla riduzione dell’azione frenante esercitata dal bosco in quella specifica area. In condizioni normali, la copertura forestale contribuisce in modo significativo a rallentare e trattenere la neve in movimento; quando questa funzione viene meno — per effetto di malattie, eventi atmosferici estremi o altri fattori — il terreno sottostante e gli insediamenti esposti perdono una protezione naturale preziosa e difficile da sostituire.
La soluzione: un cuneo di deviazione per orientare le slavine lontano dagli abitati
Per rispondere a questa criticità, il Governo cantonale dei Grigioni ha deciso di procedere con la realizzazione di un cuneo di deviazione. Si tratta di una struttura ingegneristica progettata per intercettare il flusso di una valanga e deflettere la sua traiettoria, indirizzandola lontano dalle zone abitate o verso percorsi meno pericolosi.
A differenza di altre opere di protezione — come i valli o le reti paramassi — il cuneo di deviazione non punta a fermare la valanga, ma a governarne il percorso, riducendo al minimo il rischio che raggiunga edifici, strade o persone. È una soluzione particolarmente adatta nei contesti in cui l’orografia del terreno consente di sfruttare la geometria naturale della montagna a vantaggio della sicurezza.
I lavori sono programmati per prendere il via entro l’autunno 2026, in modo da poter sfruttare la stagione prima dell’arrivo delle nevicate invernali o impostare le basi per il completamento nella primavera successiva.
La situazione viaria tra Lostallo e Cama: la H13 resta aperta
In parallelo alle notizie sulla protezione dalle valanghe, il comunicato del Governo grigionese fornisce anche un aggiornamento sulla viabilità nella sezione di Lostallo, in prossimità dello svincolo di Roveredo.
La strada cantonale H13, che collega Lostallo a Cama, è attualmente percorribile nelle normali condizioni di doppio senso di marcia. Non si registrano chiusure in atto. Tuttavia, l’Ufficio del Genio Civile dei Grigioni ha precisato che si riserva la facoltà di chiudere il tratto in via precauzionale qualora si verifichino forti precipitazioni, con l’obiettivo di garantire l’incolumità degli utenti della strada in caso di condizioni meteo avverse.
Una misura di prudenza che riflette la sensibilità idrogeologica del territorio mesolcinese, dove precipitazioni intense possono tradursi rapidamente in situazioni di rischio per chi si trova in transito lungo le arterie di fondovalle.
Un territorio che convive con il rischio, ma non smette di investire nella sicurezza
La vicenda di Rossa e Pighé racconta qualcosa di più ampio rispetto a un singolo cantiere. Rappresenta la fotografia di come i Comuni di montagna e le autorità cantonali affrontino quotidianamente la convivenza con rischi naturali che non è possibile eliminare del tutto, ma che si possono ridurre, monitorare e gestire con strumenti tecnici sempre più raffinati.
Il fatto che, dopo anni di lavori a Giumella, si sia proceduto a una nuova valutazione accurata del rischio residuo — e che da quella valutazione sia emersa la necessità di un intervento aggiuntivo — è il segnale di un approccio metodico e non approssimativo. La sicurezza delle persone che vivono in queste frazioni non viene data per scontata, ma verificata e aggiornata nel tempo.
Con l’avvio del cantiere per il cuneo di deviazione di Pighé, Rossa si avvicina a un livello di protezione più completo. E la Mesolcina, nel suo insieme, continua a investire nella propria sicurezza, anche quando questo significa tornare sui passi di lavori già conclusi per colmare le vulnerabilità che solo un’analisi approfondita riesce a portare alla luce.

