Scanner CT all’aeroporto di Zurigo: controlli più veloci e fino al 30% di passeggeri in più gestiti

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Tre mesi di scanner CT a Zurigo: i primi risultati

L’aeroporto di Zurigo ha tirato le prime somme dopo circa tre mesi dall’avvio parziale dei nuovi sistemi di scansione basati sulla tomografia computerizzata (CT). Introdotti progressivamente a partire dal dicembre 2025, questi dispositivi stanno già cambiando il modo in cui vengono gestiti i controlli di sicurezza per il bagaglio a mano. Il bilancio, almeno in questa fase iniziale, è decisamente positivo.

Come funziona la tecnologia a tomografia computerizzata

Il principio su cui si basano questi scanner è lo stesso utilizzato in ambito medico. I macchinari producono immagini tridimensionali del contenuto dei bagagli, permettendo agli addetti alla sicurezza di esaminare ogni oggetto da angolazioni diverse, direttamente su schermo, senza dover necessariamente aprire le valigie o ricorrere a verifiche aggiuntive.

Questo approccio si rivela particolarmente vantaggioso rispetto ai tradizionali sistemi a raggi X bidimensionali, che spesso richiedono ispezioni manuali supplementari per chiarire situazioni ambigue. Con la nuova tecnologia, molti di questi dubbi vengono risolti già nella prima fase di scansione.

Il flusso di passeggeri aumenta fino al 30%

Il dato più significativo emerso finora riguarda la capacità di gestione dei viaggiatori: secondo le rilevazioni dello scalo, il numero di persone che transitano dai punti di controllo sicurezza è cresciuto fino al 30%. Un risultato che Jasmin Bodmer-Breu, portavoce della Flughafen Zürich AG, ha commentato sottolineando come i controlli siano diventati più comodi per i passeggeri e, allo stesso tempo, più efficienti dal punto di vista operativo.

Attenzione: alcuni oggetti creano ancora problemi

Nonostante i progressi tecnologici, i nuovi scanner non eliminano completamente la necessità di ispezioni manuali. Determinati oggetti, a causa della loro densità o della particolare struttura dei materiali, continuano a generare immagini difficili da interpretare automaticamente. Tra i casi più comuni segnalati dall’aeroporto figurano:

  • Mazzi di carte da gioco, la cui stratificazione compatta ostacola una lettura chiara dell’immagine
  • Borracce termiche a doppia parete, che per la loro struttura metallica complessa possono risultare opache alla scansione

Per questi oggetti, l’aeroporto consiglia ai passeggeri di estrarli dal bagaglio a mano prima di passare al controllo e, nel caso delle borracce, di svuotarle completamente e depositarle separatamente nei contenitori appositi.

La tecnologia non basta: serve anche il personale giusto

Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’analisi è che gli scanner CT, da soli, non sono in grado di eliminare le code. Lo scalo zuricense è chiaro su questo punto: la presenza di personale adeguato, nei punti strategici del processo di controllo, resta un fattore determinante per ridurre i tempi di attesa.

In questo senso, la tecnologia è un supporto potente, ma non un sostituto della componente umana. L’efficienza del sistema dipende dalla combinazione di entrambi gli elementi.

Anche i passeggeri possono fare la loro parte. L’aeroporto mette a disposizione online uno strumento pratico: inserendo il numero del proprio volo, è possibile sapere in anticipo a che ora è consigliabile presentarsi allo scalo, riducendo così il rischio di ritrovarsi in momenti di picco.

Una diffusione ancora limitata nel mondo

Zurigo non è un caso isolato, ma fa parte di una tendenza più ampia. Gli scanner CT stanno guadagnando terreno in un numero crescente di aeroporti internazionali. Tuttavia, la loro diffusione globale rimane contenuta: si stima che attualmente circa un aeroporto commerciale su otto nel mondo disponga di almeno una corsia di controllo equipaggiata con questa tecnologia.

Il principale ostacolo alla diffusione è di natura pratica ed economica. Come spiega Laura Frommberg, caporedattrice del portale specializzato Aerotelegraph, l’installazione di questi sistemi è complessa e costosa, ma ciò che rende tutto ancora più difficile è la necessità di procedere senza interrompere le operazioni aeroportuali. Non è pensabile fermare uno scalo per settimane al fine di sostituire i sistemi di controllo: l’implementazione deve avvenire a pieno ritmo operativo, con tutto ciò che questo comporta in termini di logistica e pianificazione.

Frommberg aggiunge che durante la fase di transizione è normale che i passeggeri possano avvertire qualche disagio iniziale, dovuto alla convivenza tra i vecchi e i nuovi sistemi o alla necessità di adattarsi a procedure leggermente diverse.

Un passo avanti concreto per la sicurezza e il comfort

L’esperienza di Zurigo offre una prospettiva utile per valutare l’impatto reale di questa tecnologia nel contesto aeroportuale. I risultati dopo novanta giorni di utilizzo parziale sono incoraggianti: meno attese, procedure più fluide e un’esperienza complessivamente migliore per i viaggiatori.

Al tempo stesso, il caso zuricense dimostra che l’innovazione tecnologica richiede un approccio integrato: strumenti avanzati, personale formato e preparato, e passeggeri consapevoli di come comportarsi per rendere il processo più rapido. Solo combinando questi tre elementi è possibile sfruttare appieno le potenzialità offerte dagli scanner a tomografia computerizzata.

Con la diffusione progressiva di questi sistemi negli aeroporti di tutto il mondo, è probabile che nei prossimi anni l’esperienza del controllo sicurezza diventi sempre più simile a quella di Zurigo oggi: più rapida, meno invasiva e tecnologicamente avanzata.

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