Prospettive economiche svizzere: gli analisti restano positivi ma con meno entusiasmo

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L’ottimismo tiene, ma perde colpi: il quadro congiunturale svizzero secondo gli analisti

La fiducia degli esperti finanziari sull’andamento dell’economia svizzera regge, ma non senza qualche scricchiolio. Il sondaggio mensile condotto da UBS e CFA Society Switzerland, che misura le aspettative degli analisti sull’evoluzione della congiuntura elvetica, ha restituito a settembre un segnale misto: positivo nella sostanza, ma in chiaro indebolimento rispetto al mese precedente.

L’indice composito si è fermato a +2,6 punti, con un arretramento di ben 9,5 punti rispetto ad agosto. Un calo significativo, anche se il valore rimane al di sopra della soglia dello zero, che separa le aspettative di espansione da quelle di contrazione.

Come si distribuiscono le opinioni degli esperti

Il metodo di calcolo dell’indice è trasparente e immediato: si tratta semplicemente della differenza tra la quota degli ottimisti e quella dei pessimisti tra i 78 analisti della comunità finanziaria svizzera interpellati nelle giornate del 17 e del 24 settembre.

Ecco come si è distribuito il campione in merito all’evoluzione congiunturale attesa nei prossimi sei mesi:

  • 23,1% prevede un miglioramento della situazione economica
  • 20,5% si aspetta un peggioramento
  • 56,4% ritiene che le condizioni rimarranno sostanzialmente invariate

Rispetto ad agosto, la quota degli ottimisti si è ridotta di 7,2 punti percentuali, mentre i pessimisti sono cresciuti di 2,3 punti. Il gruppo più numeroso resta quello di chi non si aspetta cambiamenti rilevanti, aumentato di quasi 5 punti.

Inflazione e tassi: le attese del mercato

Sul fronte del costo della vita, il campione si mostra diviso quasi a metà. Quasi la metà degli analisti — il 48,7% — si aspetta un aumento dell’inflazione nei prossimi mesi. Il 46,2% è convinto di una sostanziale stabilità dei prezzi, mentre solo una piccola minoranza del 5,1% prevede un calo dell’inflazione.

Quanto ai tassi d’interesse, le aspettative variano a seconda dell’orizzonte temporale considerato:

  • Nel breve termine, il 61,3% del campione punta sulla stabilità, ma il 36% si attende un rialzo
  • Nel lungo termine, il 48% vede i tassi invariati, mentre il 41,3% prevede un incremento

Un dato che segnala come la pressione al rialzo sui tassi rimanga una variabile concreta nelle valutazioni degli esperti, soprattutto guardando all’orizzonte più lontano.

Borsa, franco e disoccupazione: le altre variabili monitorate

Il sondaggio copre anche altri indicatori chiave dell’economia svizzera. Sul fronte borsistico, il sentiment è incoraggiante: il 53,5% degli analisti — quattro punti in più rispetto ad agosto — si aspetta una crescita dell’indice SMI nel semestre successivo. Il 31% prevede stabilità, mentre solo il 15,5% ipotizza un ribasso.

Per quanto riguarda il franco svizzero, le aspettative mostrano una tendenza al rafforzamento della moneta elvetica:

  • Nei confronti dell’euro: il 44,6% attende un apprezzamento del franco, il 18,9% un indebolimento e il 36,5% nessuna variazione
  • Nei confronti del dollaro americano: le proporzioni sono simili, con il 44,6% che vede il franco rafforzarsi, il 18,9% che lo vede cedere e il 29,7% che non si aspetta movimenti rilevanti

Sul mercato del lavoro, invece, la visione prevalente è quella della stagnazione: il 58,7% degli intervistati non prevede variazioni significative nel tasso di disoccupazione. Il 38,7% teme invece un aumento dei senza lavoro, mentre solo il 2,7% ipotizza un calo.

Un’indagine con radici storiche: da Credit Suisse a UBS

Vale la pena ricordare il contesto in cui nasce questa rilevazione. Il sondaggio è attivo dal gennaio 2017 ed è promosso da CFA Society Switzerland, l’associazione svizzera affiliata alla rete internazionale dei professionisti degli investimenti nata negli Stati Uniti. Per molti anni il partner bancario del progetto è stato Credit Suisse; dopo l’acquisizione di quest’ultimo da parte di UBS, avvenuta nel 2023, il testimone è passato naturalmente alla banca acquirente.

L’indagine offre così, mese dopo mese, una fotografia delle aspettative degli esperti finanziari su un ampio spettro di variabili macroeconomiche, diventando un riferimento utile per chi vuole monitorare il sentiment del mercato elvetico.

Cosa ci dice questo sondaggio sull’economia svizzera

Il messaggio complessivo che emerge dai dati di settembre è quello di una fiducia moderata ma in frenata. L’economia svizzera non desta allarme tra gli analisti — e il segno positivo dell’indice lo conferma — ma l’entusiasmo si è ridotto in modo marcato nel giro di un solo mese.

Le incertezze sull’inflazione, le attese di rialzo dei tassi a lungo termine e le preoccupazioni per la disoccupazione disegnano uno scenario in cui la prudenza prende il sopravvento sull’ottimismo. In questo contesto, la tenuta della borsa e il rafforzamento atteso del franco rappresentano elementi di stabilità su cui il mercato sembra ancora fare affidamento.

Sarà interessante osservare come evolveranno questi indicatori nei prossimi mesi, in un quadro internazionale che continua a presentare elementi di volatilità e incertezza.

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