Un cambio di gestione che non decolla
La navigazione sul Lago Maggiore rischia di restare senza un operatore definito a partire dalla metà di dicembre. Quello che avrebbe dovuto essere un passaggio ordinario di consegne tra la Società Navigazione del Lago di Lugano (SNL) e le FART – Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi si è trasformato in uno stallo istituzionale, con ripercussioni dirette sui lavoratori e sull’intero sistema di trasporto pubblico lacuale del Canton Ticino.
Il nodo centrale è la concessione federale: la SNL non intende rinunciarvi, bloccando di fatto il subentro delle FART che il Cantone aveva pianificato per il 14 dicembre. Senza una risoluzione degli accordi tra SNL e la Gestione governativa Laghi – l’ente italiano proprietario dei battelli – o senza un aggiornamento esplicito della concessione federale che includa le FART, il servizio di navigazione sul Verbano rischia semplicemente di non partire.
L’assemblea dei lavoratori: preoccupazione e richieste di garanzie
A rendere ancora più tesa la situazione è il clima che si respira tra il personale SNL. I dipendenti, riuniti in assemblea, hanno espresso forte preoccupazione per il proprio futuro professionale, tra minacce di licenziamento e un orizzonte lavorativo sempre più nebuloso.
Angelo Stroppini, segretario del sindacato SEV, ha descritto il momento come caratterizzato da una «grandissima incertezza». Il problema, sottolinea, non riguarda soltanto il servizio pubblico in sé, ma ha un impatto concreto e immediato sulle persone che ogni giorno lavorano a bordo dei battelli o nelle strutture collegate. L’assemblea ha votato una risoluzione che chiede garanzie per i lavoratori e contesta alcune misure ritenute inaccettabili nei confronti di cinque collaboratori.
Carobbio chiede responsabilità alla SNL
All’incontro con il personale ha preso parte anche la presidente del Consiglio di Stato ticinese, Marina Carobbio, accompagnata dal Delegato cantonale per le relazioni esterne Francesco Quattrini. I due hanno illustrato ai dipendenti il lavoro svolto dal Governo in queste settimane di trattative.
Carobbio ha spiegato che il Cantone aveva già richiesto all’Ufficio federale dei trasporti di sostenere il progetto nell’ambito del rinnovo della concessione. La volontà politica di collaborare con le FART c’è, e risponde sia alle esigenze occupazionali sia alla necessità di garantire un servizio di qualità sul lago. «Eravamo già pronti per metà dicembre», ha dichiarato la presidente, «ma non è stato possibile procedere».
Il messaggio rivolto alla SNL è chiaro: serve un atto di responsabilità. In altre parole, il Cantone chiede alla società di fare un passo indietro rispetto alla sua posizione sulla concessione, nell’interesse collettivo del territorio, dei lavoratori e degli utenti del servizio.
La SNL non arretra: la replica della società
La Società Navigazione del Lago di Lugano non sembra intenzionata a cedere facilmente. In una nota ufficiale, la SNL ha respinto ogni rappresentazione che possa mettere in dubbio la correttezza della propria gestione, rivendicando la legittimità della sua posizione sul mantenimento della concessione per il Verbano.
Si tratta di una posizione che si scontra apertamente con quella del Cantone e con le richieste provenienti da quasi tutti gli attori locali del Locarnese, che da tempo chiedono a gran voce il passaggio alle FART come soluzione più adatta al contesto territoriale.
Le conseguenze per il territorio e gli utenti
Al di là della dimensione istituzionale, la vicenda ha ricadute pratiche molto concrete. Il Lago Maggiore è una rotta di trasporto pubblico che collega comuni, pendolari e turisti su entrambe le sponde, italiana e svizzera. Un vuoto gestionale a partire dal 14 dicembre significherebbe:
- Interruzione del servizio di navigazione per gli utenti abituali
- Incertezza sui contratti di lavoro per i dipendenti coinvolti
- Blocco di un progetto già pianificato e condiviso a livello istituzionale
- Potenziali ricadute economiche sul territorio del Locarnese e dell’alto Verbano
Garzoli, rappresentante dell’ERS-LVM (Ente Regionale per lo Sviluppo del Locarnese e Vallemaggia), ha parlato di «forte preoccupazione» dopo l’incontro con Comuni ed enti del territorio, sottolineando come le risposte siano ancora poche rispetto alle domande aperte.
Cosa serve per sbloccare la situazione
Perché le FART possano effettivamente subentrare alla SNL nella gestione del servizio lacuale sul Verbano, è necessario che si verifichi almeno una delle seguenti condizioni:
- Un accordo tra SNL e Gestione governativa Laghi che liberi la concessione
- Un rinnovo della concessione federale che citi esplicitamente le FART come nuovo operatore
- Una mediazione istituzionale che convincesse la SNL a collaborare attivamente nella fase di transizione
Al momento, nessuno di questi scenari appare imminente. Il tempo, però, stringe: mancano poche settimane alla data del 14 dicembre e ogni giorno di stallo aumenta il rischio di un vuoto nel servizio pubblico.
Una partita ancora aperta
La vicenda della navigazione sul Verbano è emblematica delle complessità che si celano dietro la gestione dei trasporti pubblici transfrontalieri, dove si intrecciano concessioni federali, accordi internazionali, interessi aziendali e diritti dei lavoratori. Il Cantone Ticino ha scelto la strada del dialogo e della responsabilizzazione, ma senza una risposta concreta da parte della SNL, il rischio di uno stallo prolungato rimane concreto e preoccupante per tutti i soggetti coinvolti.

