Trasporti ’45: il Ticino approva ma chiede di più alla Confederazione

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Il giudizio del Ticino: passo avanti, ma non abbastanza

Il Consiglio di Stato ticinese ha preso posizione sul programma federale «Trasporti ’45», il piano della Confederazione per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto in Svizzera. La valutazione è duplice: da un lato si riconosce uno sforzo nella direzione giusta, dall’altro si sottolinea con chiarezza che le misure previste non sono ancora sufficienti per rispondere alle esigenze specifiche del Cantone.

Uno dei nodi critici sollevati dal governo cantonale riguarda la struttura stessa del programma. Secondo il Consiglio di Stato, «Trasporti ’45» si presenta più come un insieme disomogeneo di interventi che come una visione strategica coerente. Questa mancanza di unitarietà è particolarmente evidente nel settore ferroviario, che rimane il punto più debole dell’intero piano.

Le richieste concrete per la rete ferroviaria

Sul piano ferroviario, il governo ticinese ha avanzato due ordini di richieste distinte per due orizzonti temporali differenti.

Entro il 2035

Il Cantone chiede che vengano avviati e conclusi entro il 2035 alcuni interventi considerati prioritari e urgenti:

  • Il raddoppio dei binari nel tratto tra Cadenazzo e Locarno, in corrispondenza dell’attraversamento dei fiumi Ticino e Verzasca;
  • Il potenziamento dei nodi ferroviari di Bellinzona, Lugano e Mendrisio.

Per realizzare questi interventi, il Consiglio di Stato stima un fabbisogno di circa 500 milioni di franchi. Una cifra significativa, ma che il governo considera proporzionata all’importanza strategica di queste opere per la mobilità regionale e nazionale.

Con lo sguardo al 2050

Sul lungo periodo, la richiesta si fa ancora più ambiziosa. Il Ticino chiede che venga elaborata una strategia organica per l’asse nord-sud, comparabile per profondità e risorse a quella già prevista per il collegamento est-ovest. Il governo ticinese sollecita inoltre che i crediti di pianificazione vengano inseriti già nel messaggio che la Confederazione presenterà nel 2027.

Autostrade: sì al Lugano-Mendrisio, preoccupazione per Bellinzona-Locarno

Sul versante autostradale, il quadro è parzialmente più positivo. Il Consiglio di Stato esprime soddisfazione per il fatto che il potenziamento del tratto Lugano-Mendrisio sia stato inserito tra le opere considerate prioritarie per il 2045. Questo riconoscimento viene visto come un segnale importante per lo sviluppo della mobilità nel Cantone.

Tuttavia, rimane aperta la questione del collegamento Bellinzona-Locarno. Il programma federale prevede di affrontare questa infrastruttura soltanto nel 2055, una tempistica che il governo ticinese giudica inaccettabile. La richiesta è quella di anticiparne la realizzazione al 2045 e di accelerare nel frattempo la fase progettuale.

Programmi d’agglomerato: fondi accolti, ma il Luganese attende

Sul tema dei contributi federali ai programmi d’agglomerato, il governo esprime un giudizio generalmente positivo riguardo ai finanziamenti destinati alle aree del Bellinzonese, Locarnese e Mendrisiotto, così come per il progetto della galleria Moscia-Acapulco. Rimane però irrisolta la questione del Luganese, per il quale il Cantone chiede uno stanziamento di 22,63 milioni di franchi con un tasso di contribuzione federale del 35 per cento.

Il settore dei trasporti pubblici: sostegno con riserve

Non è solo il Cantone Ticino a muovere critiche al piano federale. A livello nazionale, FFS, BLS e l’Associazione dei trasporti pubblici hanno dichiarato di supportare «Trasporti ’45», ritenendolo un riferimento fondamentale per il futuro del trasporto su rotaia. Eppure anche da queste organizzazioni arriva una richiesta chiara: le risorse messe in campo non bastano.

In particolare, il settore segnala che senza un incremento dei fondi rispetto alla quota proposta — un promille dell’IVA — a partire dal 2030 potrebbero verificarsi ritardi nei cantieri già approvati. Per scongiurare questo scenario, viene avanzata una proposta tecnica: la sospensione temporanea del rimborso dei debiti legati alla NEAT fino al 2045, misura che permetterebbe di allentare la pressione finanziaria senza intaccare gli obiettivi di risparmio previsti dalla Confederazione.

Priorità legali e finanziamento degli agglomerati

Sul piano strategico, il settore chiede che venga sancita per legge la priorità del mantenimento della rete rispetto ai nuovi progetti di ampliamento. Solo successivamente dovrebbero seguire gli interventi già approvati, la digitalizzazione e le grandi opere a lungo termine.

Un capitolo a parte riguarda il finanziamento del trasporto nelle aree urbane. L’attuale meccanismo, che prevede un contributo federale compreso tra il 30 e il 50 per cento, viene ritenuto squilibrato. La proposta è di portare quella quota a una forchetta compresa tra il 70 e l’80 per cento, così da alleggerire il peso finanziario su Cantoni e Comuni.

Il percorso verso il 2027

Il Consiglio federale ha annunciato l’intenzione di presentare al Parlamento, nei primi mesi del 2027, le richieste di credito relative sia alle misure ferroviarie e autostradali sia ai contributi per i programmi d’agglomerato. Sarà in quella sede che le pressioni dei Cantoni e degli operatori del settore dovranno trovare ascolto concreto.

Per il Ticino, la posta in gioco è alta. Il Cantone si trova in una posizione geograficamente strategica per i flussi di traffico europeo e chiede di essere trattato di conseguenza, con investimenti adeguati e una pianificazione che guardi davvero al futuro.

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