Il caso Garlasco torna al centro della scena giudiziaria
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nell’agosto del 2007, il caso continua a generare sviluppi giudiziari sorprendenti. La Procura di Pavia ha formalizzato una nuova chiusura delle indagini nei confronti di Andrea Sempio, indagato per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio verso la vittima. Un atto che, secondo gli osservatori legali, potrebbe aprire la strada a una richiesta di rinvio a giudizio.
Il fascicolo si arricchisce di elementi tecnici e di nuove analisi che rimettono in discussione alcuni dei punti cardine del processo già concluso con la condanna definitiva di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara.
La scarpa Frau taglia 42: un’impronta da rileggere
Uno degli elementi più significativi della nuova chiusura riguarda un’impronta rinvenuta sulla scena del delitto. Si tratta di una suola con caratteristica forma a pallini, che nel corso del processo a carico di Stasi era stata attribuita proprio all’allora imputato. Ora quella stessa impronta viene riletta alla luce di un nuovo accertamento tecnico.
Il procuratore Fabio Napoleone ha spiegato che i consulenti della Procura hanno depositato una nota tecnica relativa a una scarpa modello Frau numero 42, le cui dimensioni risulterebbero compatibili con quelle del piede di Andrea Sempio. Un dettaglio apparentemente minuto, ma potenzialmente rilevante nella ricostruzione della presenza dell’indagato sul luogo del delitto.
Questo accertamento si inserisce in un quadro di approfondimenti avviati a fine maggio, dopo un primo avviso di conclusione delle indagini e a seguito delle consulenze tecniche presentate dai legali della difesa.
Il DNA sui pedali: un’analisi rimasta fuori dagli atti processuali
Ancora più dirompente è il secondo elemento emerso dagli atti: si tratta di accertamenti genetici effettuati nel 2007 sui pedali della bicicletta sequestrata ad Alberto Stasi. Il 19 settembre di quell’anno, un’analisi del DNA aveva restituito un profilo che i consulenti dell’accusa avevano ricondotto a Chiara Poggi. Quella traccia biologica era stata uno degli elementi che avevano portato al fermo del fidanzato della vittima.
Tuttavia, secondo quanto ricostruito ora dalla Procura di Pavia, il giorno successivo a quella prima analisi furono condotte altre due corse elettroforetiche sullo stesso campione. L’esito, in entrambi i casi, fu totalmente negativo: nessun profilo genetico rilevabile. Il dato più inquietante è che di questi successivi accertamenti non sarebbe rimasta alcuna traccia negli atti del procedimento e nel fascicolo processuale a carico di Stasi.
Si tratta di un elemento che potrebbe avere implicazioni significative non solo per l’indagine in corso su Sempio, ma anche per la valutazione complessiva della solidità delle prove su cui si è basata la condanna definitiva di Stasi.
La difesa di Sempio: nessun elemento nuovo, ma la partita è aperta
Dal fronte della difesa, la lettura degli atti è più cauta. L’avvocato Liborio Cataliotti, che assiste Sempio insieme alla collega Angela Taccia, ha dichiarato che l’imputazione contestata al proprio assistito non è cambiata rispetto a quella formulata il 6 maggio scorso. Secondo il legale, non sarebbero emersi nuovi elementi di prova sostanziali, pur non escludendo che possano affiorarne in futuro.
La difesa ha comunque annunciato che chiederà copia integrale degli atti per valutare nel dettaglio i nuovi accertamenti e definire la propria strategia processuale. È presumibile che la consulenza sulla scarpa Frau e i dubbi sul DNA dei pedali diventeranno terreno di scontro tecnico nelle prossime fasi del procedimento.
Il silenzio della famiglia Poggi
In questo contesto giudiziario sempre più complesso, la madre di Chiara Poggi, Rita Poggi, ha scelto le parole con estrema cautela. Raggiunta dall’agenzia Ansa, si è limitata a dire di non sentirsi in grado di commentare e di non avere informazioni sufficienti. Un silenzio comprensibile, quello di una madre che da quasi due decenni convive con un dolore che le vicende processuali non hanno ancora definitivamente sedato.
Verso una possibile richiesta di processo
Con la chiusura formale delle indagini, la Procura di Pavia si avvicina a un passaggio cruciale: la decisione se formulare o meno una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio per omicidio aggravato. Le aggravanti contestate — la crudeltà e l’odio verso la vittima — conferiscono al procedimento una gravità particolarmente elevata.
I prossimi mesi saranno decisivi. Da un lato, la difesa avrà modo di analizzare gli atti e presentare eventuali memorie difensive. Dall’altro, la Procura dovrà valutare se l’insieme degli elementi raccolti — l’impronta della scarpa, i profili genetici controversi, e quanto altro contenuto nel fascicolo — sia sufficiente a sostenere l’accusa davanti a un giudice.
Il caso Garlasco, che sembrava chiuso con la sentenza definitiva su Stasi, si rivela ancora una volta capace di riservare colpi di scena. La ricerca della verità su chi ha tolto la vita a Chiara Poggi il 13 agosto 2007 non sembra ancora conclusa.

