Neutralità svizzera: perché i Comuni di confine del Moesano e della Valposchiavo hanno votato sì

- Immagine con possibile rappresentazione grafica a fini illustrativi -

- Pubblicità -

Un voto controcorrente nei Comuni grigionesi di frontiera

Il 28 settembre 2026, mentre la Svizzera nel suo complesso bocciava l’iniziativa sulla neutralità con una percentuale di no che ha sfiorato il 70%, alcuni Comuni grigionesi andavano nella direzione opposta, segnando un dissenso significativo rispetto al verdetto nazionale. A fare notizia sono soprattutto i risultati di Santa Maria in Val Calanca, Grono e Brusio, tutti accomunati da una posizione geografica di confine con l’Italia e da una lettura condivisa dei rischi geopolitici attuali.

A livello cantonale, i Grigioni hanno comunque respinto l’iniziativa con il 66,6% di voti contrari. Tuttavia, la mappa del voto rivela sacche di forte consenso, soprattutto nelle valli meridionali e italofone del cantone.

Santa Maria in Val Calanca: il sì più convinto

Con il 67% di voti favorevoli, Santa Maria in Val Calanca ha registrato il risultato più netto tra i Comuni favorevoli all’iniziativa. Un paese di soli 115 abitanti, guidato da 18 anni dal sindaco indipendente Francesco Bogana, che interpreta questo voto come l’espressione di un sentimento profondo, non riducibile alla sola influenza partitica — nonostante la recente riattivazione della sezione UDC del Moesano.

Bogana parla apertamente di paura: la paura di una Svizzera indebolita in un contesto internazionale sempre più instabile. «Chi vive in una valle piccola — ha spiegato il sindaco all’agenzia Keystone-ATS — sa cosa significa essere vulnerabili. Se la Svizzera perdesse la sua neutralità, le conseguenze potrebbero essere molto concrete per realtà come la nostra».

Un elemento geografico pesa in modo determinante: la vicinanza fisica all’Italia. «Vediamo da vicino le difficoltà del Paese confinante», ha sottolineato Bogana, aggiungendo che proprio questo sguardo quotidiano sulla realtà italiana alimenta il desiderio di preservare i valori e la postura della Confederazione. Il sindaco ha anche espresso sorpresa di fronte al risultato nazionale, definendolo «scioccante», e ha ribadito la propria visione: la neutralità non può essere parziale, è per sua natura totale o non è.

Grono: nella top 10 cantonale, con un occhio all’Italia

A Grono, Comune di quasi 1.600 abitanti, i voti favorevoli all’iniziativa hanno superato il 58%, collocando il centro moesano tra i dieci Comuni grigionesi con il maggiore sostegno. Il sindaco Samuele Censi (PLR) evidenzia come questo risultato sia in linea con una tendenza più ampia: negli ultimi anni, i Comuni del Moesano si allineano sempre più spesso con le posizioni del Ticino nelle votazioni federali.

Anche in questo caso, il partito conta poco nell’analisi del voto. Censi individua nella percezione delle dinamiche internazionali il motore principale del consenso: l’instabilità geopolitica europea e la sensazione di trovarsi in prima linea, geograficamente parlando, rispetto a certi fenomeni.

C’è però un elemento specifico che Censi cita esplicitamente: il tema della criminalità organizzata, molto discusso negli ultimi mesi, che ha contribuito a creare una frattura tra la sensibilità delle comunità di confine e quella della capitale cantonale Coira. «Questa questione ha toccato la popolazione in modo diretto», ha affermato il sindaco, suggerendo che il voto abbia anche una componente di risposta locale a preoccupazioni concrete di sicurezza.

Brusio e il confine come chiave di lettura

In Valposchiavo, il Comune di Brusio ha approvato l’iniziativa con il 53,2% dei voti, pari a 216 persone. Un margine più contenuto rispetto agli altri due centri, ma comunque significativo. Il sindaco Davide Migliacci (UDC), che è anche presidente della sezione locale del partito, offre una duplice chiave di lettura.

Da un lato, riconosce il peso dell’UDC come unico partito attivo a Brusio: nelle votazioni federali e cantonali, la popolazione tende a seguire le indicazioni del partito, e questo ha avuto un impatto. Dall’altro, però, anche Migliacci torna sul tema della prossimità geografica con l’Italia come fattore determinante.

«A Coira certe cose le si vede da lontano — ha spiegato il sindaco — qui le si vive quotidianamente». Temi come criminalità e sicurezza vengono percepiti in modo tangibile da chi abita direttamente al confine. Migliacci ha anche ipotizzato che parte dell’elettorato abbia votato sì per timore che una bocciatura dell’iniziativa significasse automaticamente la fine della neutralità svizzera: un messaggio forse non del tutto corretto, ma efficace nel mobilitare chi guarda all’Italia come a uno specchio di possibili scenari futuri.

Il quadro complessivo: quali altri Comuni hanno detto sì

Oltre ai tre Comuni già citati, l’iniziativa sulla neutralità ha ottenuto la maggioranza in molte altre realtà grigionesi. Ecco l’elenco completo dei Comuni che hanno espresso voto favorevole:

  • Furna
  • Rossa
  • San Vittore
  • Samnaun
  • Mesocco
  • Roveredo
  • Lostallo
  • Cama
  • Soazza
  • Castaneda
  • Buseno
  • Luzein

Una concentrazione notevole, soprattutto nel Moesano, dove — fatta eccezione per il Comune di Calanca — tutti i centri hanno votato a favore. Una compattezza rara, come ha sottolineato lo stesso sindaco di Grono.

Un segnale politico da non ignorare

Aldilà del risultato finale, il voto di questi Comuni racconta qualcosa di preciso: nelle comunità italofone e di confine dei Grigioni, la percezione del rischio legato alla perdita della neutralità è concreta e radicata. Non si tratta di propaganda partitica o di nostalgia identitaria, ma di una lettura pragmatica del contesto europeo, filtrata attraverso l’esperienza quotidiana di chi vive a pochi chilometri dalla frontiera italiana.

Il confronto con la realtà italiana — le sue fragilità istituzionali, i problemi di sicurezza, le tensioni sociali — funziona da monito silenzioso per queste comunità. E il voto del 28 settembre ne è la traduzione politica più diretta.

- Pubblicità -

Social

CH PRESS LIVE

- Pubblicità -

- Pubblicità -

Ultimi articoli dalla redazione

Shein in difficoltà: utili a picco nel secondo trimestre dopo il debutto in Borsa a Hong Kong

Il colosso cinese della moda low cost Shein ha pubblicato il suo primo bilancio dopo la quotazione a Hong Kong, rivelando un crollo degli utili di due terzi nel secondo trimestre. A incidere negativamente sono stati i dazi, i costi di trasporto e l'instabilità geopolitica.

Pollo brasiliano vietato in Svizzera: cosa cambia per i consumatori ticinesi e per il mercato della carne

Da inizio settembre la Svizzera ha sospeso l'importazione di carne dal Brasile, seguendo l'esempio dell'UE. L'impatto maggiore riguarda il pollame: in Ticino se ne consuma circa una tonnellata a settimana di provenienza brasiliana.

Caccia alta in Ticino: quasi 3.000 capi abbattuti, ma il caldo frena i cervi

La stagione di caccia alta ticinese si è conclusa con 2.950 catture registrate tra cervi, camosci, caprioli e cinghiali. Il caldo anomalo di settembre avrebbe ridotto gli spostamenti degli animali, abbassando i risultati attesi soprattutto per il cervo.

Tempesta devastante nel nord-est degli Stati Uniti: morti, blackout e voli cancellati

Una potente perturbazione ha colpito il nord-est degli Stati Uniti causando blackout diffusi, la morte di un uomo a New York e il caos nel traffico aereo e negli eventi pubblici.

_