Quattro giorni di inondazioni nella capitale thailandese
Bangkok affronta una delle sue emergenze idrauliche più impegnative degli ultimi anni. Piogge torrenziali hanno messo in ginocchio la megalopoli thailandese, che da quattro giorni consecutivi combatte contro allagamenti diffusi in numerosi quartieri della città. Le stazioni di pompaggio lavorano ininterrottamente, ma il governatore Chadchart Sittipunt ha già avvisato i cittadini: potrebbero volerci fino a una settimana per riportare le strade alla normalità.
Nel frattempo, qualcuno ha scelto di affrontare il dramma con ironia: sui social network circola il video di un uomo che percorre una strada completamente allagata a bordo di una moto d’acqua. Un’immagine che, tra il grottesco e il surreale, racconta meglio di mille parole lo stato in cui versa la capitale.
Le cifre dell’emergenza: quasi due milioni di thailandesi colpiti
L’impatto sull’area metropolitana è enorme. Secondo i dati diffusi dall’amministrazione cittadina, le inondazioni hanno interessato circa 329.000 famiglie, per un totale stimato di 700.000 persone distribuite in diversi quartieri di Bangkok. Le autorità sono al lavoro per drenare l’acqua accumulata nelle strade e nelle zone residenziali.
Il quadro diventa ancora più preoccupante se si allarga lo sguardo all’intero Paese. A livello nazionale, secondo le autorità competenti, le inondazioni hanno colpito oltre 576.000 famiglie, pari a circa 1,79 milioni di persone. Dal metà settembre, la protezione civile ha registrato almeno otto vittime riconducibili direttamente alle inondazioni.
Disagi negli aeroporti: voli cancellati e bagagli bloccati
L’emergenza non si è fermata alle strade della città. Le conseguenze dell’alluvione si sono fatte sentire anche nel settore del trasporto aereo, con ripercussioni significative sui collegamenti internazionali.
Thai Airways ha comunicato la cancellazione di oltre una dozzina di voli fino a mercoledì. Tra le rotte sospese figurano quelle verso Francoforte e Monaco, mentre il collegamento con Zurigo non risulta al momento interessato dai provvedimenti, stando a quanto precisato dalla compagnia sulla piattaforma X.
Gli aeroporti internazionali di Suvarnabhumi e Don Mueang restano operativi, ma viaggiare da e per Bangkok in questi giorni richiede una buona dose di pazienza. Le strade allagate che conducono agli scali stanno causando:
- Notevoli ritardi nei tempi di percorrenza verso gli aeroporti
- Scarsità di taxi disponibili, con i passeggeri costretti a ricorrere ai mezzi pubblici
- Gravi colli di bottiglia nella gestione dei bagagli
- Difficoltà nella rotazione degli aeromobili
Particolarmente critica la situazione a Suvarnabhumi, dove molti addetti ai lavori hanno faticato a raggiungere il posto di lavoro a causa delle strade impraticabili. Per far fronte all’accumulo di bagagli in attesa di smistamento, Thai Airways ha impiegato personale aggiuntivo. In supporto alle operazioni sono stati mobilitati anche militari, che hanno affiancato il personale civile nella gestione degli arrivi.
Le raccomandazioni delle autorità ai viaggiatori
L’autorità dell’aviazione civile thailandese, la CAAT, ha invitato tutti i passeggeri in partenza o in arrivo a adottare alcune precauzioni pratiche prima di recarsi in aeroporto:
- Verificare in anticipo lo stato del proprio volo
- Calcolare tempi di trasferimento significativamente più lunghi del solito
- Considerare alternative ai taxi per raggiungere gli scali
- Mantenersi aggiornati tramite i canali ufficiali delle compagnie aeree
Diversi passeggeri di ritorno a Bangkok hanno raccontato di aver impiegato ore per raggiungere il proprio hotel, costretti a improvvisare soluzioni di trasporto in una città dove la mobilità è drasticamente rallentata.
Un’emergenza ancora aperta
Con le piogge che nelle ultime ore sembrano essersi attenuate, le autorità hanno iniziato a intensificare le operazioni di drenaggio. Tuttavia, la strada verso la normalizzazione appare ancora lunga. Il governatore di Bangkok ha chiarito che il rientro alla normalità richiederà tempo, e nel frattempo migliaia di famiglie continuano a fare i conti con case, negozi e strade sotto l’acqua.
L’alluvione che ha colpito la Thailandia in queste settimane è un richiamo forte alla vulnerabilità delle grandi metropoli tropicali di fronte agli eventi climatici estremi. Bangkok, città costruita in larga parte su terreni acquitrinosi e da anni alle prese con la subsidenza del suolo, rappresenta uno dei casi più emblematici al mondo di questo tipo di fragilità strutturale. L’emergenza in corso, con quasi due milioni di persone coinvolte a livello nazionale e un sistema aeroportuale sotto pressione, conferma che affrontare questi fenomeni richiede non solo interventi d’urgenza, ma una pianificazione urbanistica e infrastrutturale di lungo periodo.

