Rossa si difende dalle valanghe: arriva un cuneo di deviazione per proteggere la frazione di Pighé

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Un territorio ancora vulnerabile: la sfida delle valanghe a Rossa

Il comune di Rossa, nel Canton Grigioni, si trova da anni a fare i conti con il rischio valanghe. Nonostante gli sforzi già compiuti nel corso dell’ultimo decennio per mettere in sicurezza alcune aree critiche del territorio, una parte del villaggio rimane esposta a un pericolo che le autorità cantonali non intendono sottovalutare. Il Governo grigionese ha infatti annunciato un nuovo intervento strutturale per proteggere la frazione di Pighé, identificata come zona ancora vulnerabile agli eventi nevosi di grande intensità.

Gli interventi già realizzati in zona Giumella

Tra il 2017 e il 2025, le autorità cantonali hanno investito risorse significative nella costruzione di ripari valangari nell’area della Giumella. L’obiettivo dichiarato di queste opere era preciso e ambizioso: portare il livello di rischio a un valore tollerabile, in modo che anche negli scenari statisticamente più sfavorevoli — quelli con un tempo di ritorno di 100 e 300 anni — nella zona abitata si potessero verificare al massimo eventi di intensità media, e non catastrofici.

Si tratta di un approccio ingegneristico consolidato nella gestione del rischio naturale: non eliminare completamente la possibilità di un evento (operazione spesso impossibile), ma ridurne drasticamente le conseguenze sugli insediamenti umani. I lavori in zona Giumella hanno risposto proprio a questa logica, cercando di contenere la forza e la portata delle slavine prima che raggiungessero le abitazioni.

La nuova valutazione del rischio: Pighé è ancora in pericolo

Una volta completati i lavori, le autorità hanno avviato una nuova fase di analisi per verificare l’efficacia complessiva delle misure adottate. Il risultato di questa valutazione ha rivelato una criticità inattesa: la frazione di Pighé risulta tutt’ora esposta al rischio valanghe.

La causa principale di questo persistente pericolo è da ricercare nella diminuzione dell’azione frenante esercitata dal bosco in quella specifica zona. Le foreste svolgono normalmente un ruolo fondamentale nella prevenzione delle valanghe: gli alberi trattengono la neve, rallentano lo scivolamento dei fronti nevosi e dissipano l’energia cinetica delle slavine. Quando questo effetto naturale si riduce — per fenomeni come la moria di alberi, malattie, schianti da vento o cambiamenti nella composizione del bosco — le aree un tempo relativamente protette possono tornare a essere vulnerabili.

È esattamente quanto accaduto a Pighé: il bosco non garantisce più la stessa protezione di un tempo, e questo ha reso necessaria una risposta tecnica integrativa.

La soluzione: il cuneo di deviazione

Per far fronte a questa situazione, il Governo cantonale ha deciso di realizzare un cuneo di deviazione, una struttura progettata per modificare la traiettoria delle valanghe e indirizzarle lontano dalle zone abitate. Si tratta di un’opera che agisce in modo diverso rispetto ai classici ripari valangari: invece di bloccare frontalmente la massa di neve, la devia lateralmente, riducendo il rischio per le abitazioni senza necessariamente fermare l’evento naturale.

I lavori per la costruzione del cuneo di deviazione sono previsti per l’autunno in corso. La scelta di questa stagione non è casuale: intervenire prima dell’arrivo delle prime nevicate permette di completare le opere in condizioni più sicure per i lavoratori e di rendere la struttura operativa già durante i mesi invernali.

Un approccio integrato alla sicurezza del territorio

Il caso di Rossa offre uno spaccato significativo di come la gestione del rischio naturale non sia mai un processo lineare o definitivo. Anche dopo interventi importanti e costosi, il territorio può presentare nuove vulnerabilità, spesso legate a trasformazioni ambientali difficili da prevedere con precisione. La riduzione della capacità protettiva del bosco è un fenomeno che i cambiamenti climatici rischiano di rendere sempre più frequente in molte aree alpine.

Tra i fattori che entrano in gioco nella pianificazione di questi interventi troviamo:

  • La modellazione degli scenari nivologici a diversi tempi di ritorno (50, 100, 300 anni)
  • Il monitoraggio continuo della copertura forestale e del suo stato fitosanitario
  • La valutazione dell’efficacia delle opere già realizzate nel contesto ambientale in evoluzione
  • La scelta degli strumenti tecnici più adeguati (ripari attivi, cunei di deviazione, reti, rimboschimenti)

L’annuncio del Governo grigionese dimostra una capacità di aggiornamento e revisione delle proprie valutazioni, riconoscendo che la sicurezza di un insediamento non può essere considerata raggiunta una volta per tutte.

Il contesto più ampio: la gestione del rischio nei Grigioni

Il Canton Grigioni è uno dei territori svizzeri più esposti al rischio di valanghe, data la sua conformazione alpina e l’ampia superficie di alta montagna. La politica cantonale in materia di protezione dai pericoli naturali si basa su un’analisi sistematica e aggiornata dei rischi, con interventi che tengono conto sia delle dinamiche fisiche del territorio sia dell’evoluzione degli insediamenti umani.

Il nuovo intervento a Rossa si inserisce in questa cornice istituzionale consolidata, confermando l’impegno delle autorità cantonali a garantire la sicurezza delle comunità di montagna, anche quando questo richiede di tornare su aree già oggetto di lavori recenti. Una scelta che ha un costo, ma che riflette una precisa assunzione di responsabilità verso i cittadini residenti nelle zone a rischio.

I lavori autunnali rappresentano dunque non solo una risposta tecnica a un problema specifico, ma anche un segnale di attenzione istituzionale verso le piccole frazioni alpine che spesso vivono in condizioni di esposizione elevata ai fenomeni naturali.

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