Un voto chiaro e trasversale a favore della sanità locale
Gli undici Comuni dell’Alta Engadina hanno espresso una posizione inequivocabile sul futuro dell’assistenza sanitaria nel loro territorio. Con un tasso di partecipazione del 42% degli aventi diritto al voto, quasi il 90% dei votanti ha espresso parere favorevole ai quattro nuovi contratti di prestazione sanitaria. Un risultato che non conosce eccezioni geografiche: in nessuno dei Comuni coinvolti il consenso è sceso sotto la soglia dell’80%, a conferma di un sostegno ampio e radicato nell’intera regione.
Al centro del voto c’era la conferma del finanziamento pubblico per i servizi sanitari locali, con un orizzonte temporale esteso e una dotazione economica complessiva che supera i 28 milioni di franchi.
Cosa prevede il pacchetto approvato
I nuovi accordi di prestazione entreranno in vigore nel 2027 e resteranno validi fino al 2029, offrendo agli enti sanitari coinvolti una finestra di tre anni per pianificare con maggiore certezza le proprie attività. Il pacchetto complessivo ammonta a quasi 28,5 milioni di franchi, così distribuiti:
- Ospedale di Samedan: 16,9 milioni di franchi nel triennio
- Case per anziani: 9,9 milioni di franchi
- Servizio Spitex (assistenza a domicilio): 490.000 franchi
- Gestione dell’ente Sanadura: 1,2 milioni di franchi
Si tratta di un impegno finanziario significativo che vuole garantire continuità e qualità ai servizi essenziali di una comunità montana dispersa su un territorio vasto.
Una lunga strada verso la stabilità: quattro votazioni in un anno
Il risultato odierno non è arrivato facilmente. Da aprile 2025 a oggi, i cittadini dell’Alta Engadina sono stati chiamati alle urne ben quattro volte per decidere del destino del sistema sanitario locale, in un percorso segnato da fallimenti, tentativi e infine dalla svolta.
Il primo passaggio ha riguardato la possibile fusione con l’Ospedale cantonale di Coira: la popolazione l’ha respinta. Anche il secondo tentativo, nel novembre successivo, è andato in fumo: un accordo biennale da quasi 51 milioni di franchi non ha ottenuto il consenso necessario. La svolta è arrivata con la terza votazione, nella primavera del 2025, quando i cittadini hanno dato il via libera alla creazione dell’ente Sanadura e a un accordo di prestazioni da 19,5 milioni valido fino alla fine del 2026. La quarta votazione, quella odierna, ha poi consolidato questo percorso proiettandolo nel futuro.
Sanadura: il nuovo ente pubblico al cuore del sistema
Protagonista di questa nuova fase è Sanadura, l’ente di diritto pubblico operativo dal primo aprile 2026, nato proprio per coordinare e garantire i servizi sanitari nell’Alta Engadina. La sua struttura è composta da due organi distinti con funzioni complementari.
Il Consiglio di amministrazione, formato da sette membri e presieduto da Michael Rolaz, ha il compito di definire la guida strategica e gestionale dell’ente. Il Consiglio sanitario, invece, riunisce undici rappresentanti — uno per ogni Comune — ed esercita una funzione di supervisione politica e strategica, garantendo che ogni realtà territoriale abbia voce in capitolo.
Sanadura non gestisce tutti i servizi direttamente: eroga alcune prestazioni in prima persona, mentre altre vengono acquistate da soggetti terzi. In particolare, le due case per anziani sono gestite direttamente dall’ente, mentre i servizi ospedalieri vengono assicurati attraverso un contratto con la società Spital Oberengadin, che fa parte del gruppo dell’Ospedale cantonale di Coira.
Perché questo voto conta oltre i numeri
Il dato più significativo non è forse l’entità del finanziamento, ma il percorso che ha portato a questo risultato. L’ospedale di Samedan si trovava in una situazione debitoria critica, e per mesi la sua sopravvivenza è stata tutt’altro che scontata. Il fatto che la comunità locale abbia scelto, dopo più tentativi e con crescente determinazione, di assumersi la responsabilità del proprio sistema sanitario, rappresenta un segnale forte di coesione territoriale.
La scelta di accordi triennali — anziché biennali come in precedenti proposte — risponde anche a un’esigenza pratica: gli enti sanitari hanno bisogno di stabilità per assumere personale, programmare investimenti e mantenere standard di qualità adeguati. Una pianificazione a breve termine costringe a operare in perenne emergenza, con ricadute negative sui servizi.
Un modello di governance sanitaria locale da osservare
Il caso dell’Alta Engadina offre uno spunto di riflessione più ampio sul tema della sanità nelle zone alpine e nelle aree a bassa densità abitativa. La decisione di creare un ente pubblico dedicato, con rappresentanza capillare di ogni Comune, tenta di coniugare efficienza gestionale e partecipazione democratica.
Con la quarta votazione andata a buon fine, i cittadini altoengadinesi hanno chiuso un capitolo difficile e aperto una fase nuova. Ora spetta a Sanadura e ai suoi organi dimostrare che quella fiducia è stata ben riposta, garantendo servizi sanitari adeguati in una delle regioni più suggestive — e più remote — della Svizzera.

